Riyadh — La sesta tappa del Dakar Rally 2026 scorre via tra cordoni di sabbia e lunghe linee desertiche. Una speciale che sulla carta prometteva insidie, per via della possibilità concessa agli equipaggi di raggiungere il bivacco entro le 18 di sabato, si trasforma in una giornata ordinata, senza colpi di scena. I 326 chilometri cronometrati, con una neutralizzazione di 50, vengono interpretati con ritmo alto dallo specialista delle dune Nasser Al Attiyah, mentre i fratelli Totani firmano una prova in progressione, centrata sull’apprendimento e sulla tenuta del mezzo Totani – Dakar 2026 COM 11.
Il tracciato propone una sequenza continua di saliscendi, con dune vere e proprie e lunghi cordoni che obbligano a scegliere traiettorie pulite. La neutralizzazione spezza il ritmo, ma non cambia la sostanza: sabbia a perdita d’occhio. Il tempo di 3h38’28” del vincitore restituisce l’immagine di una prova tenuta su medie sostenute, pur senza il riferimento puntuale delle velocità per via del tratto neutralizzato Totani – Dakar 2026 COM 11.
La prova dei Totani: posizioni e categorie
Partiti dalla 151ª piazza, i fratelli Totani chiudono la tappa all’81° posto assoluto. Il dato si legge meglio guardando le categorie: 48ª posizione tra le vetture Ultimate e quarta tra le due ruote motrici, undici al via in classifica generale al momento della rilevazione. Un passo che racconta una giornata senza errori, costruita per accumulare chilometri utili e fiducia sul terreno che, fin qui, avevano incontrato solo in parte Totani – Dakar 2026 COM 11.
Il racconto dal trasferimento
A parlare è Tito Totani, mentre il lungo trasferimento finale — oltre 500 chilometri — riporta il gruppo verso Riyadh. «È andato tutto bene, finalmente. Partendo tardi, abbiamo percorso gli ultimi chilometri al buio, una novità per noi in questa edizione. La speciale era tutta di dune, una dopo l’altra, e la nostra Monnalisa ha risposto senza problemi» racconta. Per i Totani si tratta delle prime dune affrontate davvero in gara: «Era importante non forzare e capire l’Optimus. Abbiamo rifatto solo un paio di salite ripide per prendere meglio la rincorsa. Per il resto, niente sbavature. L’idea era provare tutto in speciale, senza prendere rischi» Totani – Dakar 2026 COM 11.
I riflettori si spostano anche su quanto accaduto il giorno precedente al bivacco di Hail, quando i Totani si erano presentati con una barra rigida al posto dell’ammortizzatore. Una scelta obbligata, l’unica possibile in quel momento. «Antoine e Joan Morel, responsabili del team MD Rallye, ci hanno fatto i complimenti: prima perché ce la siamo cavata da soli, senza aspettare il camion assistenza; poi perché la soluzione adottata era l’unica praticabile» riferisce Tito. Un passaggio che pesa nell’economia della gara, dove autonomia e capacità di leggere le emergenze contano quanto la velocità Totani – Dakar 2026 COM 11.
Classifica e obiettivi
Dopo sei tappe e 24 ore di gara per il leader, 32 per i Totani, la classifica generale li colloca al 93° posto assoluto. Numeri parziali, perché davanti resta ancora una settimana piena e il deserto, si sa, non conserva promesse. L’obiettivo dichiarato del team MD Rallye resta quello di portare tutti i buggy al traguardo di Yanbu, fissato per il 17 gennaio. La tappa di oggi va in questa direzione, senza strappi e senza scosse Totani – Dakar 2026 COM 11.
Notte di lavoro e restyling completo
La giornata si chiude con le operazioni in bivacco. Da stasera le vetture passano a un controllo integrale: smontaggio completo, verifica di ogni componente, sostituzioni mirate. Un restyling totale che, nelle intenzioni, restituisce un mezzo pronto per i poco più di 2.400 chilometri di prove speciali ancora da affrontare. Domenica mattina il via con un buggy che, di fatto, riparte da zero Totani – Dakar 2026 COM 11.
La tappa di riposo
Domani il programma cambia ritmo. La tappa di riposo concede qualche ora di sonno in più e riporta al centro il bivacco come luogo di scambio e attesa. Da qualche anno, in queste giornate, i fornelli diventano protagonisti: molti piloti si mettono alla prova con ricette e specialità personali. Anche Silvio Totani potrebbe tirare fuori un piatto della tradizione abruzzese, tra una revisione e l’altra. Piccoli rituali che segnano una pausa, prima di tornare a misurarsi con la sabbia.
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