Dakar 2022, day 7: i fratelli Totani tornano a sorridere

di Stefano Nicoli

di Redazione | 09 Gennaio 2022 @ 06:30 | SPORT
Fratelli Totani
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Day 7: i fratelli Totani tornano a sorridere. Non è cambiato il leitmotiv della Stage, tra la sesta e la settima giornata di gara della Dakar 2022. A fare da scenario all’ultima Speciale disputata prima del Rest Day – il giorno di riposo che segna il giro di boa della gara – è nuovamente stato un percorso ad anello sabbioso (e fangoso) attorno a Riyadh, capitale dell’Arabia Saudita che ospiterà la carovana della Dakar sino alla mattina del 9 gennaio.

Tra le auto, il più rapido a completare i 421 km cronometrati previsti nella Stage 6 è stato Orlando Terranova. L’argentino ha impiegato poco meno di 4 ore per tagliare il traguardo di Riyadh, riuscendo ad avere la meglio sull’Audi di Mattias Ekström e sulla Toyota di Yazeed Al Rajhi. La top five è completata da Brian Baragwanath e Nani Roma, mentre il leader della classifica assoluta Nasser Al-Attiyah si accontenta della 10^ piazza approfittando anche della giornata storta in cui incappa Sebastien Loeb: l’alsaziano chiude infatti 30° la Stage 6, dovendo cedere la 2^ posizione assoluta al poco più sopra citato Al Rajhi. Altra Speciale difficile poi per Sainz: lo spagnolo, così come accaduto nel corso della Stage precedente, è costretto a “prendere in prestito” dei pezzi dalla vettura gemella di Stephane Peterhansel per via di noie tecniche occorse alla sua RS Q e-tron.

Dopo la difficoltosa Stage 5, i fratelli Totani sono invece tornati a sorridere nonostante la presenza del temuto fesh fesh, l’insidiosa e fastidiosa polvere sabbiosa sollevata tra le dune dal passaggio dei mezzi. Silvio e Tito sono stati perciò costretti a seguire le tracce indicate dal roadbook, ma non è certo bastato questo a rallentare la loro corsa: l’equipaggio aquilano ha infatti consolidato la propria 58^ piazza in classifica assoluta, tornando a sfruttare al massimo un Nissan Patrol rivitalizzato dalle cure dei meccanici. “Nelle Stage che precedono la giornata di riposo bisogna stare attenti a non fare calare la tensione, altrimenti si rischia di incappare in errori” – dice Tito Totani – “In questa Speciale ci siamo divertiti parecchio tra le dune, ma superare si è rivelato complicatissimo: c’era tantissimo fesh fesh ed era rischioso per tutti uscire dalle tracce. Siamo comunque contenti, perché abbiamo rafforzato la nostra posizione nella classifica assoluta”.

Per le moto la settima giornata di gara è stata invece tutt’altro che lineare. Parte del percorso della Stage si sovrapponeva infatti a quello affrontato nella Stage 5 da auto e camion, e troppi erano i sassi e i detriti disseminati lungo il percorso dai mezzi a quattro ruote per consentire ai motociclisti di disputare la Speciale. In appena 101 km di Stage si sono infatti verificati diversi incidenti – alcuni dei quali hanno addirittura costretto al ritiro alcuni dei concorrenti – e dunque la Direzione Gara ha saggiamente optato per la neutralizzazione della Speciale dopo un centinaio di km cronometrati. Davanti a tutti, al momento dello stop forzato, c’era Daniel Sanders, che con la sua GasGas precedeva Sam Sunderland e Matthias Walkner. Pablo Quintanilla e Ricky Brabec completano la top five, mentre ha rischiato grosso Danilo Petrucci. Il ternano è stato infatti uno dei piloti che sono rimasti vittima di incidenti, e dopo essere finito piuttosto violentemente a terra – il #90 ha colpito un sasso nascosto mentre viaggiava a circa 100 km/h – è stato necessario suturare con dei punti la ferita da lui riportata al gomito. Petrux può comunque dirsi fortunato: le conseguenze dell’impatto avrebbero potuto essere decisamente più gravi, e data la presenza del rest day potrà evitare di stressare subito l’arto infortunato.


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