Dad: botta e risposta tra studentessa neomamma e Univaq

di Redazione | 09 Settembre 2022 @ 15:16 | RACCONTANDO
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L’AQUILA  –  Di seguito la lettera di una studentessa neomamma che denuncia un mancato riguardo da parte dell’Univaq verso il proprio diritto allo studio. 
 
“Vi scrivo per dare voce e luce ad una problematica che sta attanagliando molte persone.
Sono una studentessa fuorisede di scienze della formazione e neomamma. Vi scrivo in rappresentanza di un po’ tutte le donne nella mia stessa condizione: ovvero la maternita’. Periodo bellissimo, ma purtroppo un periodo che non permette nel 2022 di avere un aiuto da parte dell’universita’ dell’Aquila dato che e’ stato deciso di non proseguire con la DAD senza eccezioni.
Cosi noi neomamme ci ritroviamo ancora una volta senza alcuna tutela. I nostri piccoli hanno necessità di essere allattati ogni 3 ore, hanno bisogno nei primi mesi di vita del contatto fisico con la madre… ma sembra che questo non interessi minimamente all’universita’.
Per l’INPS molte di noi saranno in maternita’ ancora per 1 o 2 mesi, ma per Univaq non esistiamo. 
I laboratori a frequenza obbligatoria nella mia facoltà sono di 4 ore al giorno fino a 4 giorni la settimana, a cui bisogna aggiungere il viaggio di andata e ritorno. Per un totale di 5 o 6 ore al giorno. Un arco di tempo nel quale un neonato dovrebbe essere allattato almeno 2 volte, senza contare il problema di non poter affidare un bambino così piccolo a nessuno. L’AIFA e tutti i pediatri raccomandano l’allattamento al seno per tutelare la salute dei bambini ed il loro legame con la madre. In questo contesto come dovremmo agire noi neomamme? Dovremmo portare i bambini all’ universita’ allattandoli durante le lezioni obbligatorie? Cambiarli sui banchi? Senza poi dimenticare in questo caso anche il rischio di malattie che i neonati potrebbero contrarre dato il sistema immunitario non ancora sviluppato.
Nel 2022 non dare la possibilita’ a noi madri con bambini di eta’ inferiore ad 1 anno di frequentare in DAD, vuol dire calpestare il nostro diritto allo studio, vuol dire tornare indietro di anni, vuol dire non dare a tutti pari opportunita’, vuol dire non vivere in una societa’ civile. 
Sono profondamente amareggiata di dover scegliere tra la salute di un figlio e lo studio universitario, quando le due cose si potrebbero benissimo conciliare.”
 

A tali accuse il rettore, Edoardo Alesse, precisa:

“Riguardo la scelta del nostro ateneo di ‘non proseguire con la Dad, senza eccezioni’, come è scritto nella lettera della studentessa, sottolineiamo che tale decisione è assolutamente in linea con quella presa, a livello nazionale, dalla grande maggioranza degli atenei italiani, piccoli, medi e grandi, che hanno optato per la ripresa al 100% della didattica in presenza recependo, in tal senso, le indicazioni e le direttive ministeriali. Durante la pandemia, quando siamo stati costretti, dalle condizioni sanitarie e epidemiologiche, a ricorrere forzatamente alla DAD, abbiamo sempre ribadito, del resto, che, per noi, quella in presenza rappresentava una forma di didattica irrinunciabile e insostituibile, perché più efficace e motivante per i nostri studenti e le nostre studentesse. L’università deve tornare ad essere il luogo meraviglioso che conoscevamo prima della pandemia, un luogo dove si apprende, si cresce e si socializza, interagendo gli uni con gli altri. Non dimentichiamo, inoltre, che lunedì torneranno in classe anche gli alunni e le alunne delle scuole dell’obbligo e anche per queste ultime il ministero dell’Istruzione ha previsto la didattica in presenza al 100%.
Quanto al caso specifico, sarà compito dei Consigli di area didattica, degli organi accademici e dei singoli docenti valutare e decidere relativamente a particolari necessità manifestate dai nostri studenti e dalle nostre studentesse. Come Ateneo, abbiamo sempre cercato di andare incontro alle esigenze di tutte e tutti, sempre salvaguardando la qualità della didattica e la natura di un’istituzione pubblica che, di norma, salvo condizioni emergenziali, ricorre solo eccezionalmente a forme di didattica online”.


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