Da Sanremo al Festival di Venezia Cristiano Moschini, l’artigiano dei premi

di Lorenzo Mayer | 10 Gennaio 2022 @ 06:40 | RACCONTANDO
Sanremo Cristiano Moschini
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Dal prossimo Festival di Sanremo, che si aprirà martedì primo febbraio, tra circa tre settimane, alla Mostra Internazionale  d’Arte Cinematografica di Venezia: il “re” dei premi è sempre lui. Il suo nome è Cristiano Moschini, artigiano veneziano, che produce i massimi riconoscimenti per questi due grandi appuntamenti, conosciuti in tutto il mondo. Registi, attori, cantanti “sognano”, lottano, sperano, gioiscono, piangono per tenere in mano le sue creazioni. In laguna è molto conosciuto, nel mondo tutti conoscono i suoi premi.

“Non è vero che la cultura non dà da mangiare. La nostra forza sono proprio i grandi eventi culturali, un rapporto consolidato con la Biennale di Venezia, ma anche con le tante associazioni culturali che animano una grande città come Venezia. Così teniamo duro, non chiudiamo, anche durante la pandemia. E’ difficile, si soffre, ma confidiamo che dalla prossima primavera, nel 2022, si possa tornare rapidamente verso la vita normale”.

E’ un bel quadro, molto attuale e interessante, quello che traccia l’artigiano veneziano, Cristiano Moschini, oggi conduce la sua azienda di famiglia, la ditta “Santi timbri e incisioni”. Lui è arrivato in bottega nel 1980, perciò festeggia proprio quest’anno 43 di apprezzata attività. Ma la sua è un’azienda dalle radici molto più antiche: aperta e fondata dal nonno dell’attuale titolare nel 1935 e da quel giorno passata di generazione in generazione. Da tre generazioni sempre con la stessa ricetta.

“Ciò che ci permette di non affondare – racconta Cristiano – è proprio la nostra tradizione. Ed è la dimostrazione che si può rimanere piccoli, mantenere un’attività a conduzione familiare, ma poi la qualità, se si è corretti e onesti, se si lavora bene pagano i frutti. Non ho mai avuto mire di accrescere i fatturati, mi basta avere il necessario per vivere, essere in regola con i contributi, saldare fornitori e collaboratori. E quando ho una mezza giornata libera fuggo in montagna a camminare che è la mia passione. La cosa che mi interessa di più, e che mi inorgoglisce in un certo senso, è quella di portare avanti l’attività di famiglia. I soldi, sicuramente, sono necessari per vivere ma non sono tutto nella vita. E’ come in montagna: bisogna saper avere lo sguardo aperto all’orizzonte, non a una nuvola di passaggio”.

Una committenza molto prestigiosa. “Praticamente da sempre produciamo i Leoni d’oro per la Biennale di Venezia, quelli per la Mostra del cinema ma anche di tutte le altre sezioni della Biennale. E un cliente così importante, è ovvio che rappresenta una sicurezza ed anche una parte importante della nostra produzione. Aver fatto la Mostra del cinema lo scorso settembre ci ha salvato indubbiamente la stagione. Oltre ai Leoni, più recentemente, si è aggiunto il Premio Mastroianni”. Per I Leoni viene usata una tecnica particolare.

“Quella di fusione a cera persa, completamente manuale e artigianale. Per preparare un Leone d’oro ci vogliono mesi e mesi di preparazione. Cominciamo a impostare il lavoro già tra febbraio e marzo, sei mesi prima circa la premiazione del festival.” Dal cinema alla musica, il passo è stato breve. “Siamo anche i produttori, su incarico del Comune di Sanremo, dei premi per i vincitori del festival della canzone italiana di Sanremo. Al riguardo speriamo proprio che nel 2021 si possa fare, ma non si sa ancora cosa possa accadere nei prossimi mesi. Venezia ha dimostrato che le cose si possono fare, anche in grande stile, nel rispetto dei protocolli e della sicurezza”.

Tanti gli aneddoti che potrebbe raccontare. “Ricordo, per esempio, che quando arrivai nell’80 mio nonno, già pensionato, veniva sempre in negozio da mio padre a dare una mano, per salutare e stare in compagnia con i clienti. Mio nonno aveva un grande rapporto di stima e amicizia con Gianluigi Rondi. Da allora siamo arrivati fin qui. Chiaramente senza turismo soffriamo anche noi, ma Venezia può farcela. Insieme ai cittadini”. Vai Cristiano, il palco di Sanremo ti sta già aspettando. Ma occhio a non dimenticare a casa i premi… Scherziamo, naturalmente: i suoi premi sono già arrivati a Sanremo. Chi vincerà? La parola passa ad Amadeus, ma soprattutto alla musica.   

A settembre, poi, i suoi Leoni d’oro torneranno, maestosi, a ruggire sul cik, il red carpet del Lido.  

Sanremo Cristiano Moschini


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