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Da New York a L’Aquila, il ministro Giuli riporta in Italia l’Ecce Homo di Antonello da Me

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Acquistato per 14,9 milioni di dollari, l’“Ecce Homo” di Antonello da Messina rientra in Italia: sarà esposto al Forte Spagnolo a L'Aquila dopo il viaggio da New York.

Il ritorno di un capolavoro: l’Italia riabbraccia Antonello

Dopo secoli e un lungo viaggio tra collezioni private e musei internazionali, l’“Ecce Homo” di Antonello da Messina torna finalmente in Italia. Un rientro che ha il sapore della storia e della restituzione culturale, reso possibile dall’intervento del Ministero della Cultura che ha acquisito l’opera per 14,9 milioni di dollari tramite Sotheby’s.

Il dipinto, visionato direttamente a New York il 23 marzo dal Ministro della Cultura Alessandro Giuli, arriverà entro poche settimane a L’Aquila, dove sarà custodito presso il Forte Spagnolo, nuova casa di questo straordinario capolavoro del Quattrocento.

La dichiarazione del Ministro

“È un momento storico. Il ritorno in Italia di questo dipinto è un’operazione culturale senza precedenti. È una grande soddisfazione per il Ministero della Cultura e per tutti gli italiani che possono tornare a godere di tanta bellezza, e possono farlo anche perché il Governo e il MiC si sono impegnati fortemente per rafforzare il patrimonio culturale a disposizione dei cittadini. Il quadro è eccezionale, ha un altissimo valore devozionale e al tempo stesso artistico, è un’acquisizione straordinaria”.

Lo ha dichiarato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, che si è recato il 23 marzo 2026 nella sede di Sotheby’s a New York, dove ha potuto visionare per la prima volta l’opera “Ecce Homo” e “San Girolamo Penitente” di Antonello da Messina.

Un’opera intima e potente

Piccolo nelle dimensioni ma immenso nell’impatto, il dipinto misura appena 19,5 x 14,3 centimetri. Sul fronte, il volto di Cristo — coronato di spine — emerge con una forza emotiva disarmante: lo sguardo, diretto e sofferente, crea un contatto immediato con l’osservatore.

Sul retro, invece, si trova un’altra immagine: San Girolamo penitente, immerso in un paesaggio roccioso. Un pannello bifacciale rarissimo che rende l’opera un unicum nella produzione di Antonello.

Le tracce di abrasione sulla superficie pittorica raccontano una storia fatta di devozione privata: il dipinto era probabilmente destinato alla preghiera domestica, toccato, baciato, vissuto.

Resterà a L’Aquila 

Prima di tornare in Italia, l’opera ha attraversato il mondo: da una collezione privata spagnola alla galleria Wildenstein di New York, fino alle più importanti esposizioni internazionali.

È stata protagonista alle Scuderie del Quirinale, al Metropolitan Museum of Art e a Palazzo Reale, consolidando il suo ruolo centrale nella storia dell’arte rinascimentale.

La scelta dell’Aquila come sede permanente non è casuale. Il capoluogo abruzzese, oggi al centro di un importante percorso di rilancio culturale, accoglierà l’opera al Forte Spagnolo, trasformandosi in un nuovo polo di attrazione artistica.

Il dipinto potrà viaggiare per mostre temporanee — da Messina a Firenze, passando per Roma — ma la sua residenza resterà nel capoluogo abruzzese, cuore simbolico di questa operazione.

In quello sguardo dipinto da Antonello da Messina più di cinque secoli fa, oggi si riflette qualcosa di profondamente contemporaneo: la capacità dell’arte di attraversare il tempo e continuare a parlare a tutti noi.