Cyberbullismo moltiplicato con la quarantena, la psicologa: genitori siano presenza stabile

di Redazione | 04 Maggio 2020 @ 07:00 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – “L’emergenza Covid ha trasformato il modo di vivere la propria quotidianità e il modo di vivere le relazioni e l’ambiente. Una condizione complessa dove fattori esterni hanno un impatto notevole sui fattori interni, sull’equilibrio psico-fisico di tutti, grandi e piccini. Sebbene gli adulti riescano ad adottare delle strategie di coping (ovvero quella serie di meccanismi messi in atto da un individuo per fronteggiare una situazione di stress o di conflitto), c’è invece chi necessita di essere guidato nell’elaborazione dei vari cambiamenti e nell’esposizione a nuove forme di interazione, per meglio ricreare la propria stabilità attraverso risorse personali e comportamenti positivi. Tra questi, ci sono sicuramente gli adolescenti e i fenomeni che li vedono coinvolti. Negli ultimi anni c’è stato un forte incremento del fenomeno del bullismo, messo in atto soprattutto nel contesto scolastico, del conseguente cyberbullismo e del sexting, fenomeni simili tra di loro e di un’elevata pericolosità individuale e sociale”.

È quanto afferma Veronica Valerio, psicologa e psicosessuologa dell’Aquila sui riflessi che l’emergenza Coronavirus possono avere su grandi e piccoli.

“Il bullismo è un insieme di comportamenti e atteggiamenti messi in atto da un ‘bullo’ nei confronti della vittima, di solito nei confronti di una personalità più fragile e vulnerabile. Le azioni sono di prevaricazione fisica, verbale, psicologica”, spiega la Valerio. “Il cyberbullismo è la manifestazione in rete del bullismo, una variante ancor più preoccupante poiché spesso i bulli si mascherano di altre personalità per ‘adescare’ la vittima. Un risvolto del cyberbullismo è il sexting, invio di messaggi, battute o foto con contenuti sessualmente espliciti (spesso utilizzato nelle coppie, dalle conseguenze emotive devastanti)”.

“Tutti e tre i fenomeni hanno come comune denominatore l’impatto che tali azioni hanno sulla persona che li riceve”, fa osservare la psicologa, “causando stati di ansia e malessere spesso silenziosi che incidono sulla percezione di sé, sul senso di autostima, sulla struttura di personalità e sulle future modalità di relazione. Effetti a medio, lungo termine se non si viene aiutati subito”.

“Le fondazioni che si occupano di bullismo e cyberbullismo lanciano dati allarmanti di segnalazioni che si sono moltiplicate dall’inizio della quarantena. Ad oggi il web è diventato strumento quotidiano degli adolescenti, sia per la didattica che per la prosecuzione dei rapporti interpersonali. Quello che dovrebbe essere un ponte che separa le relazioni sociali ad personam, può diventare una rete di veicoli e intimità non gestite in modo sano, proprio perché vi è un’esposizione maggiore e un terreno fertile per mettere in atto comportamenti violenti e denigratori, anche dovuti a stati di noia che non riescono ad essere gestiti in modo giusto e costruttivo”.

“È un panorama complesso, dove l’ansia, la preoccupazione, l’incertezza che si sta vivendo possono condurre i ragazzi più deboli a sentirsi sempre più inadeguati e sofferenti – ragiona la Valerio – e i più forti autorizzati dietro uno schermo a dare voce e sfogo al proprio bisogno di affermazione”.

“Entrambi, il bullo e la vittima, sono due facce della stessa medaglia, dove i limiti vengono vissuti come mancanze e dove la scarsa capacità empatica nei confronti della persona che si ha di fronte diviene fonte di attacco e di fuga da un proprio stato di malessere”.

“Oggi, ancor più di ieri, è necessario che i genitori siano presenza stabile ed educante per i figli”, avverte la psicologa, “esercitando il giusto controllo attraverso una relazione di ascolto, comunicazione, vicinanza e soprattutto creando un setting di regole”.

“I cambiamenti non devono presupporre una mancanza di regole, bensì un riadattamento delle stesse. È importante avere la giusta osservazione dei comportamenti dei figli, quell’attenzione che oggi può essere piena in un contesto ristretto e familiare”.

“Quindi regolare modalità e tempi ben precisi in cui trascorrere il tempo on line è indispensabile”, afferma la Valerio. “Cogliere i campanelli d’allarme che potrebbero determinare una condizione sopra descritta; segnali quali cambiamenti dell’umore, isolamento, problematiche del sonno, mancata alimentazione, irrequietezza, manifestazione di rabbia dopo aver utilizzato i social, incubi, difficoltà di relazione con l’adulto, reazioni psico-somatiche. In tal caso è necessario contattare un professionista in modo da poter lavorare insieme per contenere il disagio e ripristinare il benessere emotivo individuale”.

“Ma oltre le regole e i controlli, è importante educare alle relazioni sane, intime e sessuali. Educare al rispetto e alla comprensione dell’altro, oltre che di sé stessi. Educare all’uso consapevole delle tecnologie, riporre la conflittualità e sentirsi alleati dei propri figli. Valorizzare le risorse, scoprirne altre insieme, sentirsi in sintonia con ciò che ci circonda”, conclude.


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