Cura Abruzzo, Paolucci, Di Benedetto e Mariani: “Annunciati 100 milioni, impegnati 30″

di Redazione | 23 Giugno 2020 @ 22:09 | POLITICA
adsu l'aquila
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L’AQUILA – “Degli oltre 100 milioni annunciati dal governo regionale di centrodestra durante la gestazione dei provvedimenti a sostegno delle famiglie e delle imprese abruzzesi dalla Giunta, sono veramente una minima parte quelli al momento erogati o utilizzati allo scopo. La Giunta si è dimostrata lenta anche durante la pandemia, tant’è che a distanza di oltre 2 mesi dall’approvazione del Cura Abruzzo 1, meno del 30% della dotazione finanziaria complessiva annunciata è stato impegnato”.

Lo sottolineano i capigruppo Pd, Legnini Presidente e Abruzzo in Comune, Silvio Paolucci, Americo Di Benedetto e Sandro Mariani.

“Si tratta di quota che solo in piccola parte è arrivata a famiglie e imprese, rimarcano i consiglieri: “Avevano detto che avrebbero trovato le coperture in 15 giorni, ma ad oggi mancano all’appello ancora i 42 milioni non ancora impegnati per l’attivazione dei fondi di dotazione; i 38 milioni delle risorse riprogrammabili dei fondi FESR (19,36 mln) e FSE (18,48 mln) per le imprese e lavoratori autonomi titolari di partita IVA; i 12 milioni cancellati quest’oggi con la Legge correttiva del Cura Abruzzo per mancanza di copertura finanziaria come avevamo peraltro detto sin da prima dell’approvazione della misura; le ulteriori somme, pari a 20 milioni, rinvenienti a seguito dell’approvazione del Rendiconto 2019”.

“Tempi dilatati anche dalle esigenze di correggere percorsi sbagliati: così oggi siamo tornati ancora una volta sul Cura Abruzzo 1 per recepire le pesanti osservazioni prodotte dal MEF sul tema della pace fiscale e cancellare, di fatto, il condono tombale che avrebbe sottratto alla comunità 162 milioni di fondi necessari per la ripresa e il sostegno di tutta la nostra economia. Coperture insufficienti e un condono collegato alla sanità privata, che hanno dato ragione ai nostri dubbi, sollevati peraltro con grande anticipo per correggere il tiro e rendere e accorciare i tempi della fruizione delle risorse”, concludono.


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