Cultura, su Facebook Morgese legge Dante Alighieri con la collaborazione del “Cotugno”

di Redazione | 23 Aprile 2021 @ 16:49 | CULTURA
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L’AQUILA – Una bella iniziativa del TeatroZeta, in collaborazione con l’Istituto superiore “Domenico Cotugno” dell’Aquila (Liceo classico con opzione Classico internazionale, Liceo Musicale e Liceo delle Scienze Umane (con opzioni Economico sociale).

Il direttore artistico del TeatroZeta Manuele Morgese legge “La divina commedia” di Dante Alighieri, con le musiche di Fabrizio De Melis (violino) e Angelo Maria Santisi (violoncello) nonché con il commento ai canti di Roberta Dezuani, Alessandra Rotilio e Cesarina Cattivera.

Dezuani, Rotilio e Cattiveria sono professoresse del Liceo “Cotugno” che introducono il commento di ogni canto.

Il recital viene trasmesso i cinque puntate in diretta streaming .

“Inferno – Canto I”, 26 aprile alle ore 21

“Inferno – Canto V”, 3 maggio alle 21

“Inferno – Canto XXVI”, 10 maggio alle 21

“Purgatorio – Canto I” 17 maggio alle 21

“PARADISO – CANTO XXXIII”, 17 MAGGIO alle ore 21.

I video sono trasmessi sulla pagina Facebook di TeatroZeta.

In una nota inviata dal TeatroZeta, si legge il perché di una serata di soli cinque canti su cento di cui è composta l’opera?

Perché la soglia di attenzione del pubblico, soprattutto di quello più giovane, non può essere sfidata; infatti cinque canti più qualche indispensabile parola introduttiva, più le musiche raggiungono un tempo “giusto” oltre il quale non è dato di andare.

La scelta non è stata difficile: in ogni opera monumentale i temi affrontati sono centinaia, se non di più, ed ognuno può scegliere di privilegiare un filone o un altro, senza nulla togliere all’opera e all’autore. I capolavori si difendono da qualsiasi maltrattamento; possono essere svillaneggiati fino ai limiti estremi (e succede purtroppo anche con grande successo dei colpevoli) ma resistono nella loro importanza e bellezza.

Dunque la scelta è stata indirizzata sul tema dell’Amore, sempre presente in tutta l’opera di Dante e non solo nella Commedia; disegnando un filo conduttore che corre dall’inizio, con il primo canto dell’inferno, alla fine, con l’ultimo canto del Paradiso. C’è l’amore carnale, l’amore per se stesso, per la libertà, per la cultura, per la divinità, considerati, non a torto , il motore unico e indispensabile per una soddisfacente vita personale e della comunità: ogni bene personale per Dante contribuisce al bene comune; la salvezza del singolo è la salvezza della società civile. Se oggi, in un periodo così critico, questo pensiero accomunasse i nostri “governatori”, gli uomini di potere, allora la cultura tornerebbe forse nel novero delle cose “indispensabili”. Noi artisti facciamo e faremo sempre la nostra parte…… e questo Dante, di sicuro, non l’ignorava.


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