Cultura, Pino Donghi e “Tre centimetri dietro agli occhi”

di Michela Santoro | 16 Agosto 2022 @ 06:03 | CULTURA
Tre centimetri dietro anni
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L’AQUILA – Bisogna immaginare Sisofo felice, per dirla come Camus che vuole intriso di appagamento interiore il mito classico della tradizione greca, condannato da Zeus a spingere un masso su una montagna per poi vederlo cadere ogni volta ed ogni volta ricominciare da capo.

Felice perché attraverso la sua condanna Sisofo acquista consapevolezza in se stesso, accetta i propri limiti e accoglie il proprio destino. Felice perché l’accettazione della sua condizione lo rende libero.

Felice, alla maniera di Sisofo, è anche Riccardo Borrazzini, protagonista del romanzo di Pino Donghi “Tre centimetri dietro gli occhi”.

Riccardo è un ragazzo che, a seguito di un incidente stradale, da oltre cinque anni è total locked-in, ovvero in coma vegetativo e, muto, prova a gridare la sua volontà di rimanere in vita, il suo radicale rifiuto verso lo spegnimento delle macchine alle quali è attaccato.

“Un esperimento di pensiero; – dice Pino Donghi, autore del romanzo – ho provato a pensare l’impensabile che pure dovremmo provare a pensare! Non è una presa di posizione contro il suicidio assistito, assolutamente; ognuno è libero di fare della propria vita quello che pensa. Provo solo ad immaginare che cosa potrebbe passare nella testa di una persona che, invece, pur in quelle condizioni, trova il suo equilibrio interiore e si sente animato da un’insopprimibile voglia di vivere”.

Tre centimetri dietro agli occhi, si dice, è il posto fisico dove risiederebbe la coscienza.

L’intervista.

Laureato in filosofia, di formazione semiologo, Pino Donghi si occupa di divulgazione e politica della scienza.

Ha organizzato per conto della Fondazione Sigma-Tau, dal 1989 al 2011, ventitré edizioni di Spoletoscienza e il Festival dei Due Mondi di Spoleto.

Ha curato le Lezioni Italiane per gli Editori Laterza, ha collaborato con Luca Ronconi al Piccolo Teatro di Milano e al Teatro Stabile di Torino (dove è andato in scena Bi(bli)oetica, un testo da lui scritto insieme a Gilberto Corbellini e Armando Massarenti) e ha organizzato eventi scientifici per l’Auditorium Parco della Musica di Roma, tra i quali: Quadrivio, Pensare il Futuro, Amici mie, cani gatti e altri di famiglia. Dal 2010 è tra i responsabili scientifici di Libroscopio (Noicattaro-Bari).

Ha collaborato con il Festival del Diritto di Piacenza, è stato l’editor del Festival dell’Economia di Trento dal 2010 al 2014, e, dal 2014, è l’editor di Bologna Medicina, il I° Festival della Scienza Medica di Bologna, dove è anche parte del comitato scientifico esecutivo.

Saggista, ha insegnato all’Università di Bergamo, alla Luiss e ora all’Università di Roma La Sapienza.

Tra le sue ultime pubblicazioni: Gli infiniti di Ronconi (Scienza Express, 2013); Di cosa parliamo quando parliamo di cancro (con Gianfranco Peluso, Raffaello Cortina 2014); Invisible fat: the aesthetics of food and the body (con Josephine Wennerholm), in K.Eli and S. Ulijaszek, Obesity, eating disorders and the media (Ashgate, 2014).

È amministratore unico di “Et caetera consulting”, per conto della quale organizza eventi culturali. Vice presidente del Collegium Artis di Frascati, a tempo libero suona il sax tenore con i  “Best Before”.

Ideatore ed organizzatore del Festival della Partecipazione, Pino Donghi ha portato all’Aquila la prima edizione dell’evento, nel 2016.


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