Crolli via Campo di Fossa: la città si prepara alla mobilitazione

di Redazione | 15 Ottobre 2022 @ 20:06 | ATTUALITA'
crolli via campo di fossa
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L’AQUILA – “Le vittime non possono aver colpa del loro destino, le vittime non hanno colpe”. Con questo messaggio parte la reazione della comunità aquilana alla sentenza del tribunale civile che la settimana scorsa ha indicato anche alcune delle vittime del crollo del palazzo di via Campo di Fossa come corresponsabili della loro morte. L’appello arriva in primo luogo da alcuni dei famigliari delle vittime del sisma del 6 aprile 2009, affiancati da tanti aquilani che chiamano a raccolta, tramite un appello pubblico e l’invito a sottoscriverlo online, la città intera: una manifestazione collettiva e compatta domenica 23 ottobre alle 11 alla villa comunale, per respingere una sentenza che capovolge il concetto di “verità e giustizia” tanto cercato in questi 13 anni di dolore e di processi intentati per cercare di risalire alle responsabilità private e pubbliche dei crolli che hanno provocato 309 vittime. 

Una prima reazione spontanea c’era stata mercoledì sera al parco della memoria a poche ore dalla diffusione della notizia della sentenza che giudica i giovani rimasti uccisi dalle macerie come “incauti” per essersi “trattenuti a dormire nonostante il notorio verificarsi di due scosse nella serata” del 5 aprile. 

“La sentenza shock sulla responsabilità delle morti avvenute nel crollo del condominio di via Campo di Fossa – si legge nell’appello dei promotori della manifestazione – giudica il comportamento delle vittime del sisma del 6 aprile 2009 indicandole come in parte colpevoli del loro destino e lo fa mediante un dispositivo che, parlando di risarcimento economico, di fatto offende la memoria di ciò che è stato custodita e viva in ognuno di noi, nella nostra comunità.  Una sentenza che va letta alla luce delle responsabilità del crollo e  inquadrata ponendola accanto a quella di assoluzione della commissione ‘Grandi Rischi’ e a quella di condanna di un imputato risultato colpevole di aver rassicurato la cittadinanza. Dalla rabbia che generano queste correlazioni e nel ricordo di ciò che realmente accadde, dalla volontà di rivendicare risposte, dalla consapevolezza che non resteremo in silenzio, nasce la scelta di promuovere una manifestazione per domenica 23 ottobre alle 11 alla villa comunale”. 

L’appello è rivolto in modo diretto anche ai parlamentari appena eletti: “Ai parlamentari neo eletti chiediamo di attivarsi in rappresentanza del nostro territorio presentando interrogazioni tese a far luce su quanto accaduto”. 

A rispondere per primo è il senatore del Pd Michele Fina

E’ un’iniziativa importante la manifestazione che si terrà all’Aquila, alla Villa Comunale, il 23 ottobre prossimo, in seguito alla sentenza che è arrivata ad attribuire alle vittime parte della responsabilità della propria morte, nella tragica notte del 6 aprile 2009. Così come è rilevante e da tenere in grande considerazione l’appello ‘Le vittime non hanno colpa’ di cittadini e familiari”: lo dichiara il senatore Michele Fina, segretario del Pd Abruzzo. Fina prosegue: “Il nostro impegno è stare accanto a chi è stato direttamente colpito dalla sentenza, ma in generale ai familiari delle vittime, a chi ha subito lutti. Nelle sedi istituzionali utilizzeremo per questo, e per fare luce e chiarezza, tutti gli strumenti a nostra disposizione. Intanto è subito da depositare nuovamente la proposta di legge che dispone misure a favore dei familiari delle vittime dei terremoti del 2009 e del 2016, presentata nella scorsa legislatura come prima firmataria da Stefania Pezzopane“. 

 

I promotori informano che le firme di adesione all’appello possono essere inviate all’indirizzo mail: levittimenonhannocolpa@gmail.com

Tra i primi firmatari: Federico Vittorini; Vincenzo Vittorini; Rita Innocenzi; Alessandro Tettamanti; Giusi Pitari e Agnese Porto. 

Le adesioni, in continuo aggiornamento, si possono consultare qui

 

Si unisce all’appello Stefania Pezzopane

Terremoto, Pezzopane, Aderisco alla mobilitazione, le istituzioni non girino le spalle

 
“Aderisco alla mobilitazione “Le vittime non hanno colpa”. Non si può stare in silenzio, quella sentenza e’ uno schiaffo a chi non c’è più, alle loro famiglie, ma è anche un colpo alla dignità dell’Aquila. Le istituzioni regionale, provinciale  e comunale battano un colpo. In appello, la sentenza va radicalmente rivista. Le vittime dovevano uscire, così ha deciso il Tribunale. Sono invece rimaste a casa. È quindi colpa loro, al 30%. Aspiranti suicidi, incauti, superficiali? “Comportamento imprudente” la giudice ha scritto così nell’ atroce verdetto. Ha quindi di fatto accolto le richieste dell’Avvocatura  dello Stato che difende i ministeri di infrastrutture e interni nelle cause di risarcimento per le responsabilità di Genio civile e Prefettura sull’edificio crollato. Furono 27 le vittime. C’erano amici e parenti di tanti di noi, che – come loro – restammo a casa. Fiduciosi nella scienza e nella Protezione civile che ci rassicurarono. L’Avvocatura dello Stato ora chiede anche in altri casi la concorsualita’ delle vittime nella colpa. Insomma gli aquilani e le aquilane, tutti coloro – studenti e lavoratori – che erano con noi quella tragica notte saremmo stati aspiranti suicidi. Secondo questa tesi, del tutto infondata,  saremmo rimasti in casa pur sapendo che quelle case sarebbero potute diventare le tombe per troppi. Le vittime dovevano uscire, e perché mai, se ci avevano detto che potevamo stare a casa  e magari berci “un bel bicchiere di Montepulciano d’Abruzzo”. E poi dove saremmo dovuti andare in 100.000, per quanti giorni? Visto che lo sciame sismico durava da 4 mesi. Sappiamo tutti che qualche mese dopo dalla notte incubo del 6 aprile, furono pubblicate intercettazioni drammatiche dove apprendemmo dalla viva voce del capo della Protezione civile Bertolaso al telefono con la ex assessora regionale alla Protezione civile che venivano mandati gli scienziati per fare “una operazione mediatica” tesa a rassicurare e ad azzittire chi come Giuliani aveva addirittura annunciato un grosso evento sismico nell’area di Sulmona che fu anche denunciato per procurato allarme. Ma anche per calmare noi amministratori locali che chiedevamo cosa dovessimo fare. Noi che eravamo sul campo alla guida degli enti locali in  quei giorni terribili,  ricordiamo la paura e la preoccupazione delle persone, e la ricerca di aiuto alla Protezione civile regionale che interpello’ la Protezione civile nazionale. Arrivo’ la Commissione grandi rischi e sappiamo cosa accadde. Il processo alla Commissione si concluse con una sola condanna, quella del vice di Bertolaso, per aver comunicato in maniera sbagliata l’esito della riunione. Lo stato ha riconosciuto l’errore, ma poi ha assolto gli scienziati perché il terremoto non può essere previsto. Ma se non possono prevederlo gli scienziati, perché avrebbero dovuto prevederlo dei normali cittadini, degli studenti, dei genitori? E poi come ha giustamente ricordato il geologo Tozzi su Rai 3 che da anni insegnano alle persone ed ai ragazzi che in caso di terremoti bisogna proteggersi in casa e non uscire. Aggiungendo “Questa sentenza non ha alcun fondamento scientifico”. Mi auguro che in appello, la sentenza venga rivista. Perché quando lo stato assolve lo stato, magari per risparmiare un po’ di soldi di risarcimento, la democrazia perde credibilità. Lo Stato purtroppo  ancora non chiede scusa a quelle famiglie e L’Aquila non si merita questo schiaffo. ” Così la consigliera comunale on Stefania PEZZOPANE, ex parlamentare e Presidente Provincia il 6 aprile 2009, aderisce alla manifestazione promossa domenica mattina alla  Villa comunale.
 
Anche l’Associazione civico-politica Il Passo Possibile sarà presente alla manifestazione “Le vittime non hanno colpa” di domenica 23 ottobre alle ore 11,00 presso la Villa comunale di L’Aquila, con i suoi rappresentanti in Assise comunale e regionale e con tutti gli associati che hanno aderito ieri in una assemblea molto partecipata.              
 

 


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