Crisi edilizia, Assorestauro a Franceschini: “Intervenga con azioni urgenti”

Il presidente Bozzetti denuncia: "Il blocco della cessione del credito e i rallentamenti della sua erogazione, creano una gravissima sofferenza di liquidità"

di Redazione | 18 Giugno 2022 @ 20:41 | ATTUALITA'
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ROMA – “Signor ministro, sentiamo il dovere di rappresentarle la situazione di forte disorientamento e sofferenza che il settore dell’edilizia e del restauro vivono in questo momento. I nostri associati, come moltissime altre realtà italiane, si occupano di recupero e restauro del costruito storico. Le difficoltà coinvolgono tutte le attività, nessuna esclusa: diagnostica, professionisti, produttori di materiali e tecnologie e imprese esecutrici”. Così scrive il presidente di Assorestauro, Alessandro Bozzetti, al ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, rappresentandogli le criticità di un settore, a dire i vero, bistrattato e pieno di problematiche dal punto di vista occupazionale praticamente da sempre. 

“Durante il recentissimo salone internazionale del restauro di Ferrara abbiamo avuto modo di ascoltare e misurare la grave difficoltà degli operatori del settore del restauro che con rispetto ed orgoglio concorrono al ‘made in Italy’ – prosegue Bozzetti -. Gli strumenti di rilancio dell’economia adottati dal Governo dopo le difficoltà del periodo pandemico hanno creato molte aspettative e fatto sbilanciare investimenti e intraprendenza caratteristici delle piccole e medie imprese, lasciando intravedere una ripresa e un rilancio del settore. Le successive modifiche e integrazioni hanno inciso e mortificato questo slancio. Il blocco della cessione del credito e i rallentamenti della sua erogazione, creano una gravissima sofferenza di liquidità minacciando la sopravvivenza stessa delle imprese che hanno operato nel rispetto del quadro normativo vigente. La complessità e l’incertezza annichiliscono l’intraprendenza lasciando lo spazio alla inattività di tutto il tessuto imprenditoriale. L’ingente investimento del privato ha visto modificarsi in corso d’opera la normativa iniziale anche per i meccanismi di liquidazione del credito”.

“Gli effetti di tutto questo – aggiunge Alessandro Bozzetti – si riverberano su tutto il comparto, coinvolgendo i fornitori, i professionisti ed infine i lavoratori dell’industria produttrice ed esecutrice. Quanto appena espresso, anche se non esaustivamente rappresentato, si colloca all’interno di un quadro internazionale di estrema complessità politica ed economica che ha come conseguenza l’aumento dei prezzi, la scarsa disponibilità di materiali e delle maestranze. In questo contesto, convinti che la nostra economia possa ripartire con il grande contributo della riqualificazione del costruito storico, le chiediamo di intervenire con azioni efficaci ed urgenti semplificando, sbloccando e rimuovendo gli elementi che ostacolano il conseguimento degli obiettivi che il Governo si è dato con l’adozione degli strumenti di rilancio. Un differente bilanciamento delle percentuali sulla cessione del credito potrebbe essere di interesse e stimolo alla ripresa, scongiurando il fallimento delle imprese e la perdita di posti di lavoro che metterebbe ancora di più in sofferenza le famiglie italiane. Certi di una sua tempestiva e risolutiva azione restiamo a disposizione augurandole un buon lavoro. 


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