Cretarola: “Con l’internalizzazione del servizio, Inps deve utilizzare la clausola sociale dei call center”

di Redazione | 18 Giugno 2021 @ 13:20 | ATTUALITA'
Cretarola
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L’AQUILA – Riceviamo e pubblichiamo da Venanzio Cretarola, segretario regione Abruzzo Ugl Telecomunicazioni, sulla possibilità che numerose persone, impegnate nel call center Comdata sulla commessa Inps, possano perdere il lavoro all’Aquila.

1. Da oltre un anno segnaliamo una gestione del servizio concentrata quasi esclusivamente sulla riduzione della durata dei contatti, per aumentare i profitti, con inevitabili ricadute in termini di qualità del servizio e di riduzione del personale occorrente alla società di Inps, soprattutto in vista della cessazione dell’emergenza Covid che ha portato quasi al raddoppio dei volumi di attività. La qualità del servizio pubblico resta la nostra priorità.

Per questo abbiamo da tempo inviato formalmente a Inps la segnalazione di 12 violazioni contrattuali da parte del gestore, le quali incidono sulla qualità del servizio e, se non corrette, rischiano di comportare una pesante riduzione del del personale occorrente con la internalizzazione.

Abbiamo inoltre segnalato la perdurante assenza di autorizzazione all’avvio della sede operativa di Comdata, che non è stata autorizzata dall’ARAP, società della Regione che gestisce l’area industriale. Una sede su cui il Servizio prevenzione della ASL, a seguito delle nostre richieste di intervento, anche inviato notizie di reato alla Procura.

Abbiamo trasmesso le relative documentazioni a Inps, che continua a non rispondere.

2. Mentre Comdata continua a non rispettare l’accordo sull’orario di lavoro nella sede dell’Aquila, causando la riduzione del 25 % del monte ore e stipendi rispetto agli ultimi anni, ha continuato ad inserire nel Contact Center centinaia di persone in tutta Italia (tranne che a L’Aquila) giungendo pochi giorni fa anche ad espellere 13 lavoratori in somministrazione con formazione completa Inps e anni di esperienza.

3. La legge 128 di novembre 2019 prevede l’internalizzazione del Contact Center mediante l’affidamento diretto del servizio alla sua società controllata Inps Servizi spa, finalizzandola esplicitamente alla “stabilizzazione occupazionale del personale ad esso adibito”.

Questo tipo di società sono tenute a rispettare la clausola sociale che dal 2016 garantisce la continuità occupazionale agli addetti precedenti al medesimo servizio.

Invece il Presidente Tridico sostiene incredibilmente di essere tenuto a svolgere una selezione di tipo “pubblico” aperta anche all’esterno. Anche prevedendo criteri preferenziali questa procedura espellerà inevitabilmente gran parte del personale. Lo ripetiamo da oltre un anno, dimostrandolo con diverse sentenze di TAR e Cassazione a Sezioni unite, ma Tridico non ci ascolta e non risponde.

La selezione pubblica escluderebbe innanzitutto gli oltre 100 addetti con titoli di studio inferiori al diploma superiore, che svolgono il servizio da oltre 10 anni.

4. Inoltre Tridico ha confessato di aver appena saputo che l’Agenzia delle Entrate, per la quale tuttora operano oltre 200 addetti dal 2012 nello stesso Contact Center Inps, affiderà il suo servizio ad una cooperativa che prevede come sede di lavoro Roma, cosa che noi sapevamo e scrivevamo da 4 mesi ma senza avere alcuna risposta né da Inps né da AdER. 80 di loro sono a L’Aquila e Tridico 3 giorni fa ne ha praticamente annunciato il licenziamento.

In realtà i 200 addetti operavano anche per Inps da sempre e hanno quindi diritto a permanere nel percorso di internalizzazione: altro che trasferimento a Roma.

5. L’improponibile e illegittima selezione “pubblica” che Inps vorrebbe imporre comporterebbe anche che gli operatori con titoli di studio inferiori al diploma sarebbero esclusi automaticamente, e sono oltre 100 di cui parecchi a L’Aquila.

6. E’ indispensabile infine il rilancio del Contact Center Inps quale primo punto di accesso ai Servizi pubblici per l’Impiego attuando finalmente l’integrazione fra politiche passive e attive per il Lavoro, come l’Unione Europea raccomanda da decenni, utilizzando una minima parte dei 6,6 miliardi stanziati dal PNRR, anche al fine di evitare il drastico ridimensionamento delle attività e dell’occupazione e di questo importantissimo servizio pubblico.

Come 4 anni, a proposito dello sciagurato bando di gara che ha portato all’aggiudicazione dell’appalto con un ribasso dell’80 %, avviamo oggi una campagna di sensibilizzazione dell’intera città e dell’Abruzzo, coinvolgendo le tutte le Istituzioni locali e nazionali, oltre alla Commissione Bicamerale di Controllo su Inps.


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