CRESA, pubblicata diciottesima edizione “Economia e Società in Abruzzo”

di Redazione | 05 Dicembre 2022 @ 15:24 | UTILI
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Il CRESA – Centro Studi dell’Agenzia per lo Sviluppo della Camera di Commercio del Gran Sasso d’Italia, nell’ambito della propria più che cinquantennale attività di analisi della realtà socio economica regionale, pubblica “Economia e Società in Abruzzo”, pilastro della sua produzione giunto, nella versione attuale, alla XIII edizione. La ripresa verificatasi nel corso del 2021 ha consentito al sistema economico, al mercato del lavoro e alla società regionale di recuperare solo sotto alcuni aspetti i pesanti effetti causati nel 2020 dal dilagare della pandemia e dall’adozione delle misure restrittive istituite per circoscriverla. Nel primo semestre 2022, fortemente influenzato dal clima di incertezza e derivante dallo scoppio del conflitto alle porte dell’Europa, dal rincaro dei prodotti energetici e dalla ripresa di un’inflazione galoppante, viene confermato un rallentamento di tutti i fattori di crescita. Per quanto riguarda le variabili macroeconomiche nel 2021 sono aumentati il Pil (+5,2% inferiore alla media nazionale), i consumi (+5,8%) e gli investimenti (+8,6%) compensando, almeno in parte, la flessione dell’anno precedente. Per il 2022 continuerà la fase di recupero, ma sarà molto rallentato rispetto alle scorse previsioni a causa dell’impatto del conflitto in Ucraina che ha prodotto una spinta inflattiva riguardante inizialmente le materie prime alimentari ed energetiche che andrà a coinvolgere tutti i settori di attività economica. Secondo la Banca d’Italia l’indicatore dell’economia regionale (ITER) segna nella media del primo semestre 2022 un +5,3% inferiore alla media nazionale (+5,7 per cento) sul quale grava il rallentamento del secondo trimestre. Il sistema imprenditoriale abruzzese mostra nel 2021 risultati positivi ma ancora influenzati dagli effetti della pandemia da Covid-19 perché all’aumento delle nuove iscrizioni (+3,8% rispetto al 2020), segno del miglioramento delle prospettive dell’economia, dei diversi andamenti settoriali e della politica degli aiuti pubblici, corrisponde un valore delle cancellazioni ancora inferiore a quello fisiologico, indicazione di una perdurante cautela nella valutazione degli scenari di medio termine. Continua la diminuzione delle imprese attive nell’industria manifatturiera, mentre ha registrato una lieve inversione di tendenza il commercio e l’agricoltura non ha segnato variazioni dopo anni di flessione. Proseguono nell’aumento alcuni servizi non commerciali, tra cui quelli turistici. Come negli anni precedenti persiste il rafforzamento del tessuto imprenditoriale con il potenziamento delle società di capitale. Nel periodo gennaio-giugno 2022 calano ulteriormente le iscrizioni per la minore fiducia nel futuro aggravata anche dalla guerra in Ucraina, ma aumentano anche le cancellazioni a dimostrazione delle crescenti difficoltà legate al forte rincaro dei prezzi delle materie prime energetiche. Le esportazioni abruzzesi hanno attraversato nel 2021 una fase moderatamente espansiva (+5,0% contro +18,2% nazionale), segno che l’Abruzzo ha agganciato meno che il resto del Paese la ripresa che è seguita alla crisi scatenata dalla pandemia da Covid 19. Le vendite estere regionali si attestano sugli 8,6 miliardi di euro (1,7% del totale nazionale), valore inferiore a quello riportato nel 2019 (8,7 mld di euro). Nel complesso tutti i settori riportano variazioni positive su base annua che solo nel caso del legno e carta, delle sostanze e prodotti chimici, delle lavorazioni di minerali non metalliferi e degli apparecchi elettronici sono migliori della media italiana. Alla fine del primo semestre 2022, a fronte di un consistente aumento nazionale (+22,5%) l’export regionale registra un -0,8%. Il mercato del lavoro evidenzia una buona ripresa rispetto al 2020 ma non abbastanza intensa da recuperare i livelli del 2019. Relativamente ai residenti tra i 15 e i 64 anni la regione mostra nel 2021 un andamento su base annua migliore della media nazionale delle forze di lavoro (+1,5%), degli occupati (+1,9%), degli inattivi (-4,0%), del tasso di attività (+1,1 p.p.) e di quello di occupazione (+1,2 p.p.). I disoccupati e il relativo tasso, che a livello italiano aumentano, in regione diminuiscono (-1,9% e -0,3 p.p.). Nel primo semestre 2022 decrescono su base annua gli inattivi (-4,7%) e crescono le forze di lavoro (+1,9%), gli occupati (+0,3%), i disoccupati (+17,1%), i tassi di attività (+2,5 p.p.), di occupazione (+1,3 p.p.) e di disoccupazione (+1,5 p.p). La popolazione regionale risulta composta al 31 dicembre 2021 da 1.273.660 residenti, 7.352 in meno rispetto all’anno precedente cui corrisponde un decremento del -5,7‰ quale risultato di una dinamica naturale negativa (- 6,6‰) e migratoria positiva (+0,8‰) entrambi peggiori della media nazionale. Gli stranieri rappresentano il 6,5% del totale dei residenti (Italia: 8,8%). Gli indicatori di struttura della popolazione indicano un peggioramento della situazione con un aggravio del carico sociale ed economico riconducibile all’ aumento della popolazione anziana. Il lavoro si conclude con un capitolo dedicato a “L’Abruzzo e gli Obiettivi di Sviluppo sostenibile dell’Agenda 2030”, l’ultimo passo fatto verso l’attuazione internazionale dello sviluppo sostenibile.


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