Covid19, subito il vaccino nelle carceri. Petizione al Ministro della Salute

di Redazione | 07 Gennaio 2021 @ 14:26 | ATTUALITA'
Carcere Sulmona vaccini in carcere
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L’AQUILA – E’ stata lanciata in questi giorni, da parte della Società della Ragione ONLUS, la petizione al ministro della Salute e al Commissario straordinario per l’emergenza Covid, per inserire i detenuti, gli operatori penitenziari e tutti coloro che svolgono attività lavorative ed educative in carcere, tra le categorie prioritarie nella vaccinazione contro il Covid 19, al pari degli altri ospiti e degli altri operatori di comunità chiuse.

Le prigioni, infatti, rappresentano uno dei posti a più alto rischio di rapida diffusione del virus in caso di contagio. Così come avvenuto per il focolaio nel Carcere di Rebibbia.

Siamo tutti reclusi in questo anno di pandemia, ma c’è chi è più prigioniero di altri, più esposto a rischi, più abbandonato di tutti. In questi mesi – si legge nella petizione – i detenuti stanno vivendo la più dura delle carcerazioni, impediti in gran parte delle attività e dei contatti con l’esterno, finanche con i familiari che, quando va bene, possono vedere di persona, una volta al mese e separati da una barriera di plexiglas. Unico conforto: il telefono. Il tutto per misure di prevenzione giustificate dal fatto che le carceri sono comunità chiuse, in cui convivono centinaia, se non migliaia di persone, in spazi insufficienti e con scarse condizioni igieniche; in cui è impensabile seguire le indicazioni di prevenzione e distanziamento fisico. Se le persone sono rinchiuse, il carcere è però un “luogo aperto”, purtroppo anche al contagio, dove ogni giorno entrano ed escono molti addetti.


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