Covid19, 80 scienziati contro l’immunità di gregge

Una lettera su Lancet: “Non ci sono prove scientifiche che sia efficace”

di Redazione | 18 Ottobre 2020, @06:10 | SALUTE E ALIMENTAZIONE
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Un appello per una ampia condivisione da parte della comunità scientifica internazionale sulla necessità di affrontare la seconda ondata della pandemia sulla base di misure efficaci e sostenibili. Stroncata la teoria dell’immunità di gregge: “Qualsiasi strategia di gestione della pandemia basata sull’immunità naturale dalle infezioni è pericolosa. La trasmissione incontrollata del virus fra i giovani comporta rischi di morbilità e mortalità significative in tutta la popolazione”. Tra gli 80 firmatari gli italiani Ricciardi e Signorelli.

Attraverso una lettera aperta dalle colonne di Lancet, diversi scienziati di tutto il mondo hanno lanciato una call to action alla comunità scientifica affinché la seconda ondata della pandemia venga affrontata sulla base di misure efficaci e sostenibili.
 
Nell’appello un no netto all’immunità di gregge, che si dice “non supportata da alcuna prova scientifica” mentre si sottolinea l’importanza di “guardare alle best practice” come quelle in atto in Giappone, Vietnam, Nuova Zelanda.
 
E poi, per gli autori della call to action, devono essere implementate misure efficaci che sopprimano e controllino la trasmissione. Misure che devono essere supportate da programmi finanziari e sociali che incoraggino le risposte della comunità e affrontino le ingiustizie che sono state amplificate dalla pandemia.
 
A questo appello, sul sito “The John Snow Memoradum”, hanno già risposto, tra gli altri esponenti della comunità scientifica internazionale, gli italiani Walter Ricciardi, Professore di Igiene e Salute Pubblica Università Cattolica del Sacro Cuore di Roma, e Carlo Signorelli, Professore di Igiene e Salute Pubblica Università di Parma e Università Vita e Salute – San Raffaele di Milano

 

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