Covid, regole poco chiare per chi viaggia. Ma anche per chi non parte..

di Redazione | 26 Agosto 2020 @ 06:49 | ATTUALITA'
Coronavirus
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L’AQUILA – Alzi la mano chi sa quali norme ci sono in vigore? Dentro casa, armati di mattarello, tappetini per lo yoga, rulli per le bici, chitarre impolverate le avevamo imparate a memoria, poi ci siamo un pò persi. Non ha certo aiutato il tentativo delle istituzioni di normare ogni singolo, minuscolo, comportamento di 60milioni di persone. Più che altro ha avuto più che altro l’effetto di farci litigare per mesi, runner contro cantanti dai balconi, chi è andato in vacanza a Tortoreto contro chi è andato in Sardegna. Ogni Asl fa i suoi screening che magari sono diversi dalle strategie regionali o nazionali. Ci si sono messi sindaci, presidenti di regione, ognuno con proprie decreti, ordinanze, circolari, atti, chiusure, aperture, mezze chiusure, le interpretazioni dei vari ministeri o delle forze dell’ordine, le aperture a ore, sanificazioni di spiagge o di panchine, c’è anche chi ha normato le marcature nel calcio. Alla fine ci siamo arresi al nostro buon senso, purtroppo non tutti, lo stesso che ci ha permesso di essere tra i paesi virtuosi durante la prima ondata di coronavirus. un escamotage. Le cose davvero importanti restano il distanziamento fisico, i dispositivi di protezione e l’accortezza nell’igiene delle mani, sono le cose più importanti, quelle che all’inizio venivano giustamente ripetute in ogni dove e poi sempre meno. Abbiamo per fortuna una cosa in più che possiamo fare, scaricare Immuni anche se diversi hanno difficoltà, per la memoria del telefono, a farlo. Nel frattempo che preparate, lo sappiamo che lo fate, rulli per le bici, tappetini per lo yoga, scorte di farina e accudite il lievito madre che aveva dimenticato in frigo alcune cose c
Il resto, tamponi, screening, controlli, non possiamo controllarlo, intanto c’è il rientro dalle vacanze, la situazione è questa.

Rientri

In Abruzzo rientri  cittadini che hanno soggiornato in Sardegna si devono recare entro 48 ore a fare il tampone. La Regione Lazio ha indicato 20 drive-in nella Capitale, altri al porto di Civitavecchia o direttamente negli aeroporti – Fiumicino e Ciampino – dove sono disponibili i test con risposta in 30 minuti. Test disponibili anche negli aeroporti lombardi di Malpensa e Milano Linate, e da ieri nello scalo bolognese. A Napoli chi rientra si mette in fila all’Ospedale Cotugno, In Liguria, nonostante l’aumento dei contagiati di rientro dalla Sardegna nel porto di Genova, il governatore si è opposto all’obbligo di tampone. A Torino si fa la fila all’Ospedale Amedeo di Savoia.

Croazia, Spagna, Grecia e Malta

Un elemento di certezza “nazionale”, chi arriva da Croazia, Grecia, Malta e Spagna deve presentare alle autorità una certificazione attestante che, nelle 72 ore antecedenti all’ingresso nel territorio nazionale, si siano sottoposti a un test molecolare o antigenico, effettuato per mezzo di tampone con esito negativo. Oppure sottoporsi ad un test molecolare o antigenico, da effettuare con tampone entro 48 ore dall’arrivo nel territorio nazionale presso l’asl di riferimento. In attesa del test si deve osservare l’isolamento fiduciario presso la propria abitazione.
Chi invece atterra negli aeroporti italiani, dove sono previsti i kit con tampone veloce, può eseguirlo direttamente dopo lo sbarco.

Romania e Bulgaria

Quarantena obbligatoria per tutti i cittadini che nei 14 giorni precedenti all’arrivo in Italia.

Arrivi extraUe ed eccezioni 

L’ingresso in Italia da tutti gli Stati che non fanno parte dell’Ue o dell’accordo di Schengen è consentito l’ingresso in Italia solo per “comprovate esigenze lavorative di assoluta urgenza, motivi di salute, comprovate ragioni di studio, rientro presso il proprio domicilio”. Sono previste alcune eccezioni: non è richiesta la motivazione per entrare nel territorio nazionale, sono quindi previsti spostamenti anche per turismo, ma resta l’obbligo di sorveglianza sanitaria e isolamento fiduciario per i cittadini di Australia, Canada, Georgia, Giappone, Nuova Zelanda, Ruanda, Repubblica di Corea, Tailandia, Tunisia, Uruguay

Chi non può entrare in Italia, salvo i cittadini Italiani e di area Shengen

È vietato l’ingresso in Italia a chi ha soggiornato o è transitato per Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Colombia, Kosovo, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldavia, Montenegro, Oman, Panama, Perù, Repubblica dominicana, Serbia. Sono esentati dal divieto i cittadini italiani, di uno Stato Ue, di un Paese parte dell’accordo di Schengen, del Regno Unito, di Andorra, del Principato di Monaco, della Repubblica di San Marino o dello Stato della Città del Vaticano e i loro stretti familiari a condizione che siano residenti anagraficamente in Italia da prima del 9 luglio 2020 o anteriore al 16 luglio per coloro che provengono da Kosovo, Montenegro e Serbia.

 


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