Covid nelle scuole, monitoraggi stringenti e dad per professori in quarantena: le proposte dell’Inail

di Cristina D'Armi | 28 Novembre 2020 @ 07:30 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Tra i nodi cruciali da dirimere prima dell’apertura della scuola, c’erano  l’edilizia scolastica, il trasporto, la formazione degli operatori scolastici, i banchi monoposto in arrivo dal governo,  la questione della mascherina in classe e la gestione a scuola delle persone con disabilità. Oggi, dopo quasi 2 mesi dall’inizio della scuola, sono ancora tanti i problemi irrisolti nell’ambito dell’istruzione, per questo motivo l’Inail ha stilato un rapporto per apportare delle migliorie.

Tra dubbi, perplessità e qualche certezza le scuole hanno riaperto ma senza risolvere problemi come il trasporto: autobus colmi di studenti non permettevano il rispetto della misura minima di distanziamento. E così, dopo neanche 60 giorni, si torna a seguire lezioni a distanza a causa della seconda ondata di contagi. Situazione diversa negli asili, nelle scuole elementari e in prima media dove è assicurata la presenza sempre con l’obbligo di  indossare la mascherina e di rispettare il distanziamento.

“Il rischio zero non esiste, per provare a ridurlo esami anche agli alunni. Siamo consapevoli del fatto che il rischio zero non esista, anche a scuola. Per questo durante l’anno saranno fatti test a campione anche agli studenti per provare a ridurre il più possibile il rischio per aver la massima sicurezza. I test sierologici al personale scolastico ci sono, tanto personale li sta facendo. Sarà fondamentale il senso di responsabilità di ciascuno e il rispetto delle Linee guida e dei Protocolli emanati insieme alle competenti autorità sanitarie”, così affermava la Ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina a ridosso dell’apertura delle scuole.

A tal riguardo, il rapporto dell’Inail si propone di definire, prima di tutto,  le caratteristiche e le modalità di raccolta dei dati necessari ad un monitoraggio più stringente delle infezioni da SARS-CoV-2 in contesti scolastici, anche esplorando la possibilità di integrare dati di sorveglianza epidemiologica con quelli di altri flussi informativi (es. dati su assenteismo scolastico o da luogo di lavoro). Questi dati, poi, andrebbero a complementare la rilevazione dei focolai settimanali già realizzata nell’ambito del monitoraggio di fase 2 da cui sarebbe possibile estrapolare i focolai attivi nell’ambito di interesse. Una sezione dedicata a monitoraggio covid-19 nelle scuole potrebbe essere inserita nel bollettino epidemiologico settimanale. Secondo il rapporto dell’Inail, inoltre, bisognerebbe valutare la preparazione di un protocollo di indagine modello FFX per i primi focolai identificati nelle scuole a seguito della riapertura per poter realizzare studi volti ad accertare la reale suscettibilità a COVID-19 e la capacità di trasmettere SARS-CoV-2 nelle varie fasce di età nel contesto scolastico e nella comunità. Tra le criticità individuate, conclude il rapporto, dovrebbe essere identificato il meccanismo con il quale gli insegnanti posti in quarantena possano continuare a svolgere regolarmente la didattica a distanza, compatibilmente con il loro stato di lavoratori in quarantena. Questo sistema, quindi,  varrebbe non solo per le classi che ad oggi stanno già effettuando le lezioni a distanza, ma anche per coloro che sono tuttora in presenza: gli alunni a sedere tra i banchi di scuola, e i professori dal lato della cattedra restando comodamente a casa tramite l’utilizzo delle ormai note piattaforme online.


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