Covid, Marinangeli: la tranquillità? Solo con due posti in terapia intensiva

"Dobbiamo per forza convivere con una malattia cronica"

di Matilde Albani | 15 Aprile 2020, @02:04 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – “Impariamo ad interpretare i numeri con cui veniamo bombardati ogni giorno. Invece di guardare i contagi, pensiamo alle terapie intensive, io non mi sento tranquillo. Lo sarò solo quando, in questo reparto, ci saranno al massimo due persone: oggi i 14 posti sono tutti occupati”.

Non ci gira intorno il prof. Franco Marinangeli, direttore dell’Uo di Anestesia e Rianimazione dell’Ospedale San Salvatore dell’Aquila. Lo incontriamo fuori dal G8, sua seconda casa da un mese a questa parte.

“Siamo una regione “ fortunata”? Non sfidiamola allora, questa fortuna. I focolai partono all’improvviso e sono preoccupato per quello che accadrà a maggio quando saranno allentate le restrizioni. Sarà il momento più difficile perché se le misure sono più soft noi dobbiamo stare più in guardia per convivere con il “nemico”. 

Proprio per questo, spiega Marinangeli, occorrono due terapie intensive al San Salvatore con modelli organizzativi definiti. Ascoltiamo le sue parole.


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