Covid, l’ortottista: da didattica a distanza effetti dannosi su occhi, ecco regole per uso corretto dispositivi

di Redazione | 02 Giugno 2020 @ 07:55 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – “Un aspetto sottovalutato del lockdown è quello dell’affaticamento visivo causato dall’utilizzo dei dispositivi digitali. Questo effetto negativo nel periodo del lockdown è stato amplificato dallo smart working e dalla didattica a distanza, ma anche dal fatto di passare forzatamente molto tempo in casa utilizzando i dispositivi digitali come passatempo”.

È quanto rileva Serena Troiani, ortottista assistente in oftalmologia.

“L’utilizzo prolungato di smartphone e tablet e di schermi di pc o tv utilizzati per la didattica a distanza o per i videogiochi crea una dipendenza digitale che ha effetti dannosi sui nostri occhi a causa dell’alta frequenza della luce blu emessa dagli schermi”.

“Diversi possono essere i sintomi causati da questa dipendenza digitale, e vanno da quelli strettamente oculari come secchezza oculare, momenti di visione annebbiata, fastidi nella visione notturna, occhi stanchi e irritati, bruciore agli occhi, eccessiva sensibilità alla luce, difficoltà ad aprire gli occhi al mattino, tic palpebrali, a quelli più generali come affaticamento generale, mal di testa, perdita di concentrazione e disturbi del sonno”, spiega la Troiani.

“Tale discomfort è causato principalmente dal numero di ammiccamenti che vengono ridotti a quasi la metà delle volte necessarie, con conseguente aumento dell’evaporazione e ridotta produzione del liquido lacrimale; e dallo sforzo accomodativo e in convergenza dei due occhi per l’eccessiva vicinanza alla quale vengono tenuti i dispositivi”.

L’ortottista indica una serie di “buone regole da seguire per un corretto e non dannoso utilizzo dei dispositivi digitali”.

“Regola 20-6-20: ogni 20 minuti di utilizzo osservare qualcosa ad almeno 6 metri di distanza per almeno 20 secondi; se dentro casa lo spazio non è sufficientemente ampio, guardare fuori da una finestra; mantenere il dispositivo con le braccia tese in avanti, molto importante prestare attenzione a tale distanza perché un uso prolungato solitamente comporta un progressivo ed eccessivo avvicinamento; utilizzare il meno possibile (possibilmente mai) i dispositivi al buio; regolare la luminosità e il contrasto degli schermi; preferire l’uso di occhiali alle lenti a contatto; bere molta acqua; evitare, se possibile, che l’aria della stanza sia eccessivamente secca”.

“Questi accorgimenti”, chiarisce la Troiani, “devono essere seguiti sia dagli adulti che dai bambini, ma per questi ultimi bisogna anche limitare l’utilizzo dei dispositivi digitali ad un massimo di un’ora al giorno (rispettando sempre la regola dei 20 minuti), per evitare che oltre ai problemi di affaticamento visivo insorgano disturbi del sonno e dell’attenzione”.

“Nonostante questi piccoli accorgimenti però, i disturbi visivi potrebbero persistere o peggiorare perché potrebbe essere già troppo tardi ed è a questo punto importante un approfondimento ortottico per valutare l’efficienza del sistema visivo”, conclude l’esperta. (m.sig.)


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