Covid, la variante Delta impedisce l’apertura integrale ai tifosi degli stadi

di Redazione | 18 Luglio 2021 @ 11:35 | UTILI
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ROMA – Una brutta notizia per i tifosi delle squadre di calcio. La variante del Covid “Delta” (o “Indiana”), crea problemi anche al calcio: gli stadi, infatti, non potranno avere l’apertura integrale. La Serie A dovrà accontentarsi di una capienza ridotta a differenza di ciò che si prospetta in Inghilterra e Spagna. Il green pass non fungerà da passpartout per gli impianti sportivi come ipotizzato dai vertici delle istituzioni calcistiche italiane. Non è bastato che il presidente della Lega Serie A Paolo Dal Pino sottolineasse il ruolo di incentivo alle vaccinazioni che avrebbe potuto rappresentare un accesso riservato agli stadi per i tifosi che avessero completato il ciclo con le due dosi anti-Covid. Non hanno giovato del resto le notizie sui focolai provocati dagli assembramenti per Euro 2020.

Nei giorni scorsi è arrivato un brusco stop da parte del Governo, con il sottosegretario alla salute Andrea Costa che ha dichiarato a Radio 24: «Oggi parlare di stadi mi sembra prematuro, dobbiamo valutare quello che sarà l’andamento delle prossime settimane. Io credo che sicuramente possiamo affermare che ci sarà la ripresa del campionato con il pubblico in presenza, con una percentuale inferiore al 100% almeno in una fase iniziale. Il dato positivo è che ad oggi 26 milioni di concittadini si sono vaccinati e siamo arrivati al 48% della popolazione. Siamo in momento in cui gli italiani si stanno ancora vaccinando e questo potrà modificare in positivo il quadro perché se aumenterà il numero dei vaccinati ovviamente la situazione non potrà che migliorare».

Ancora più nette le parole del sottosegretario Vezzali, che ha chiarito in una nota che «saranno la cabina di regia di palazzo Chigi e le indicazioni che giungeranno dal Cts a dettare i tempi e le modalità per la riapertura al pubblico, in piena sicurezza, degli impianti sportivi. Già da tempo stiamo approfondendo la tematica con il Ministero della Salute per essere pronti a recepire le direttive e dunque dare risposte pronte alle tante richieste giunte e che riguardano non solo i campionati di calcio, basket, volley e rugby, ma anche grandi eventi sportivi quali, ad esempio, il Gran Premio di Formula Uno di Monza, la tappa di Misano del circuito internazionale di MotoGp e l’Open d’Italia di golf. Ad oggi, pertanto, parlare di percentuali, green pass o altre ipotesi, rappresenta un puro esercizio di retorica che non rispetta, soprattutto, tifosi ed appassionati» ha concluso il sottosegretario allo Sport.


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