Covid hospital Pescara, Pezzopane, Cialente, Pietrucci: avevamo ragione noi

di Redazione | 20 Agosto 2021 @ 10:32 | POLITICA
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L’AQUILA – Sull’utilizzo, o sottoutilizzo, del Covid hospital di Pescara intervengono con due distinte note Stefania Pezzopane e Massimo Cialente. Entrambi non risparmiano critiche a Pierluigi Biondi la cui presa di posizione in merito è giudicata tardiva. “Adesso basta prese in giro – scrive Stefania Pezzopane – Chiedo al Ministro Speranza, al commissario Figliuolo ed alla Corte dei Conti di intervenire sulla vicenda dell’utilizzo dell’ospedale COVID a Pescara. Perché quello che sta accadendo, che abbiamo denunciato da subito nell’indifferenza generale, è inaccettabile. Finalmente anche il sindaco dell’Aquila si sveglia dall’omertoso silenzio di 12 mesi e si accorge che l’ospedale COVID di Pescara non viene utilizzato per il suo vero scopo. Ma ora il sindaco è tenuto ad andare fino in fondo, non solo con Albani – le cui dichiarazioni di ieri lasciano inorriditi – non è certo lui il decisore politico di questo scandalo, Biondi chiami in causa il vero artefice di tutto ciò: il Presidente Marsilio e la Giunta regionale. Il sindaco è autorità sanitaria e Presidente del Comitato dei Sindaci, non se la può cavare con un bisticcio con Albani. Faccio presente al Ministro Speranza, al generale Figliuolo ed alla Corte dei Conti che l’ospedale COVID a Pescara, inaugurato in pompa magna lo scorso anno è stato realizzato in meno di tre mesi con 11 milioni di € con fondi della Protezione Civile appositamente richiesti ad Arcuri e Borrelli per un ospedale COVID regionale, a cui sono stati aggiunti 2 milioni di fondi di una donazione alla Regione dalla Banca d’Italia. L’ospedale ha ampliato l’offerta della Asl di Pescara con 214 posti letto COVID di cui 40 di Terapia Intensiva. L’ospedale deve servire specificamente per il COVID tutta la regione ed accogliere i pazienti provenienti da altre Asl abruzzesi. È stato fatto apposta, sono stati spesi 11 milioni per questo. Abbiamo da subito posto interrogativi su questa operazione che è sempre sembrata posticcia e finalizzata ad altro, utilizzare i fondi COVID per potenziare l’offerta ospedaliera di Pescara e precostituire l’ospedale di 2 livello. Se così non è, allora l’ospedale COVID venga utilizzato per il suo scopo, oppure c’è stata una cinica e colpevole distorsione di fondi pubblici che non si può accettare da nessun punto di vista. Marsilio e la giunta diano indicazioni chiare: l’ospedale COVID di Pescara sia immediatamente messo a disposizione delle Asl abruzzesi per i ricoveri COVID e per le terapie intensive. In particolare la Asl dell’Aquila ha sofferto un sovraccarico enorme e solo grazie a medici e personale eccezionalmente motivato ha retto per 18 mesi in condizioni estreme, ma ora basta prese in giro. C’è purtroppo un aumento di ricoveri e di nuovo necessitano le terapie intensive, nella speranza che non si siano evoluzioni negative, ma la regione chiarisca una volta per tutte ed apra le porte dell’ospedale COVID di Pescara.” Così ha dichiarato la Deputata Stefania Pezzopane sui ricoveri COVID e le terapie intensive nell’ospedale COVID di Pescara, mentre ha depositato interrogazione al Ministro Speranza e scritto al Generale Figliuolo ed alla Corte dei Conti.”

Massimo Cialente: “Finalmente allo scoperto un angolo oscuro della gestione della sanità”
La polemica di queste ore, avviata dalla tardiva, ed isolata nel centrodestra, posizione assunta dal sindaco Biondi, sollecitata da decine di medici del nostro ospedale, non può e non deve essere interpretata come il solito scontro di campanile e di meschini interessi localistici. Essa porta finalmente allo scoperto un altro oscuro angolo della dissennata gestione della sanità abruzzese.
Ricapitoliamo. Allo scoppio della pandemia da infezione covid, la regione decide di concentrare a Pescara, in un edificio da recuperare, l’ospedale Covid, destinano ad accogliere i pazienti da tutto l’Abruzzo. Per fare questo prende milioni di euro dalla struttura commissariale di Arcuri , oggi Figliuolo, ed inaugura in pompa magna questo nosocomio, definendolo “struttura destinata a tutti gli abruzzesi.” Molti di noi espressero perplessità sulla possibile efficacia ed efficienza di questa scelta, ma fummo travolti dalle dichiarazioni del centrodestra, in particolare Aquilano (Biondi, liris, Imprudente, Santangelo e vari consiglieri comunali) che servile come sempre ci spaccio’ il G8 come la soluzione per L’Aquila e provincia.
Tutti sappiamo come è andata. L’ospedale Covid di Pescara non ha mai funzionato per gli abruzzesi, Avezzano ha vissuto scene da girone dantesco ( non c’era un’ indagine in corso?), I pazienti erano ricoverati nella cappella del San Salvatore. Nonostante ciò i nostri medici, a fronte dei no che ricevevano alle richieste di trasferimento a Pescara dei malati, in nome soprattutto di un richiamo deontologico , hanno accolto anche pazienti della Asl di Pescara. Questa è storia. Storia drammatica e per certi versi vergognosa. Chi vuole vada a rivedersi la rassegna stampa di quel terribile periodo.
Oggi la Regione, se avesse un minimo di idea di programmazione, sganciata dai traffici e furbizie, dovrebbe programmare seriamente la possibile quarta ondata, che si spera possa essere più contenuta nei ricoveri grazie alle vaccinazioni.
Questa programmazione trova come base l’utilizzazione dell’ospedale covid di Pescara, per il quale gli italiani hanno messo ingenti risorse. Su questo non si può discutere. È assiomatico. Il covid hospital è nato per questo. Vi sono problemi di personale? Cari amici, ve lo avevamo detto. Ci avete tranquillizzato ed accusato di invidia e campanilismo. Ora risolvete. Marsilio, Sospiri, Veri’, Albani, Cosenza, datevi da fare. Nel frattempo sono contento che sia l’onorevole Pezzopane che Pietrucci mi abbiano confermato la presentazione di interrogazioni ed il coinvolgimento dello stesso Generale Figliuolo. Credo che dovremo interessare anche la Corte dei Conti.
Infine perché è così importante quanto scriveva Biondi? Se dovessimo tornare ad aprire reparti Covid negli ospedali Abruzzesi, i pazienti con altre patologie “urgenti” dovranno andare fuori regione, gravando sul bilancio delle Asl.
Ringrazio Biondi per questa tardiva presa di posizione + comunque benvenuta) ed ancora una volta mi chiedo dove sono i Liris, Imprudente, Santangelo. Novelli Esau’ che da tempo hanno dimenticato di governare (parolone) anche negli interessi del loro elettorato.”
 

Pietrucci: “Il Covid ospita sia per tutta la regione. Intervenga la Corte dei Conti” 

“Vengono al pettine i nodi denunciati da subito quando si decise in piena emergenza pandemica di realizzare un Covid Hospital a Pescara assorbendo enormi risorse finanziarie, senza la indispensabile implementazione del personale specializzato e, di fatto, pregiudicando per il futuro, l’assetto organizzativo e infrastrutturale della Sanità abruzzese.

L’atteggiamento sprezzante, inopportuno e gravissimo del dottor Alberto Albani, referente regionale per le maxi emergenze sanitarie, che in queste ore rifiuta (come se spettasse esclusivamente a lui!) di concentrare a Pescara tutti i malati di Covid in terapia intensiva, dimostra che 13 mln di euro tutti concentrati su Pescara non servivano. 

Erano previsti 220 posti letto. Perché non si attivano? I macchinari necessari alle terapie d’emergenza che sono stati acquistati perché non vengono messi in opera?

Per l’emergenza a Pescara sono stati spesi finora 58 mln di euro, mentre 19 ne sono stati investiti su L’Aquila che è in proporzione, rispetto a tutte le ASL abruzzesi, l’Azienda che sul suo territorio ha registrato il maggior numero di casi di contagio in rapporto agli abitanti. 

Il Covid Hospital è una struttura regionale, non pescarese o della ASL dove si trova. 

Io da subito espressi dubbi e contrarietà proprio in nome di una gestione equilibrata dell’emergenza e di una redistribuzione equa delle risorse sui territori provinciali, soprattutto per i problemi del personale. 

Ero contro il COVID hospital e quello che è accaduto e sta accadendo in queste ore mi da ragione.

Adesso, tuttavia, venga almeno utilizzato in una ottica di solidarietà regionale, dando seguito alle scelte scellerate di allora per salvare almeno la faccia e la dignità.

Senza una soluzione urgente, si aggraverà il dramma di molte persone che per patologie gravi (come quelle oncologiche) oggi sono costrette ad andare a curarsi fuori ASL aumentando i costi, i disagi e la mobilità passiva.

Presenterò una interrogazione urgente all’assessore Verì sul gravissimo e inadeguato comportamento di Albani e segnalerò il caso alla Corte dei Conti perché accerti se le infrastrutture realizzate con le risorse dello Stato possono restare inutilizzate solo per il puntiglio di un dirigente che – sostituendosi a tutta la filiera istituzionale della Sanità regionale – pensa di decidere sulla testa degli abruzzesi.”


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