Covid hospital a Pescara, Italia Viva L’Aquila: Santangelo e Imprudente non siano complici

di Redazione | 18 Aprile 2020, @12:04 | POLITICA
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L’AQUILA – “La nostra rimane un’area segnata da una diffusione epidemica, suscettibile, per il peculiare tessuto economico, sociale e culturale, di persistente circolazione e di possibile reintroduzione del virus nella fase di ripresa, anche se graduale,delle attività economiche e sociali. È probabile pertanto che l’area dedicata alla emergenza Covid debba mantenersi di dimensioni sostanzialmente invariate per almeno 2-4 settimane ancora e di dimensioni ridotte, ma comunque rilevanti, per i mesi a venire, con uno sforzo assistenziale organizzativo senza precedenti”.

Così in una nota il comitato dell’Aquila di Italia Viva.

“Questa è la presunta motivazione tecnica, per quanto a nostra conoscenza, con cui la Giunta regionale abruzzese ha giustificato l’appalto di circa 11milioni di euro per la creazione di un nuovo Covid hospital in una, peraltro brutta, palazzina adiacente e non comunicante, per ora, con l’ospedale Santo Spirito di Pescara. Proprio in un momento in cui si dovrebbe pensare al nuovo assetto produttivo della Regione e quindi alla ricerca di nuove metodologie per lo sviluppo del nostro territorio, la Giunta Marsilio continua ad usare i vecchi metodi: accaparrarsi finanziamenti per riciclare strutture vecchie e scarsamente utilizzate ed utilizzabili per attività giustificate peraltro dalle “sensazionali” motivazioni sopra riportate”.

“Neanche un numero, neanche un parametro scientifico, soltanto la minaccia di una recrudescenza dell’epidemia in una Regione attualmente soltanto lambita dal fenomeno Coronavirus. La riproposizione stantia dei soliti posti letto a fronte della necessità di rinforzare un intervento territoriale mirato che è l’unica modalità scientificamente valida per la prevenzione di ogni forma di epidemia. Presente e futura”, prosegue la nota di Italia Viva.

“Il Comitato Italia Viva L’Aquila esprime la sua più profonda preoccupazione per la riproposizione di metodi conosciuti e collaudati che hanno ridotto la nostra Regione ad un ruolo subalterno ad interessi poco consoni ad una seria e costruttiva programmazione regionale. In questo contesto risulta eccessiva la collocazione di tante risorse sulla costa, facendo presumere uno spostamento dell’asse assistenziale lontano dalle aree interne, grazie ad una struttura suscettibile di futuri usi poco controllabili. Ma il nostro Comitato vigilerà e richiama sin da ora alla responsabilità nei confronti dei propri elettori i ‘nostri’ vicepresidenti, entrambi aquilani, parliamo di Santangelo e Imprudente, che rischiano di essere complici di un’ulteriore espoliazione del nostro territorio a vantaggio di scelte che probabilmente si riveleranno sbagliate nel metodo, perché funzionali a qualcosa di molto lontano dagli vi interessi dell’ Abruzzo. Noi saremo osservatori privilegiati di questa storia. Che non ci piace”.


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