Covid e crisi del tursimo montano, albergatore: “Guardiamo all’estate tra nuove regole e tante incognite”

di Mariangela Speranza | 29 Maggio 2020 @ 07:00 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – “L’epidemia in atto ha danneggiato profondamente degli operatori turistici e le strutture ricettive di montagna, già penalizzate da una stagione invernale senza neve e dal conseguente calo di presenze rispetto agli anni precedenti. Le istituzioni si stanno ora muovendo per aiutarci e, dal canto nostro, ci stiamo organizzando per attuare tutte le misure necessarie per ripartire in sicurezza con l’arrivo della bella stagione, sperando di poter ricominciare a lavorare e di salvare quindi il salvabile”.

Sono le parole di Fabiano Accatino, titolare dell’hotel Campo Felice, situato a Casamaina di Lucoli (L’Aquila), a circa 2 chilometri dall’omonima piana, da una ventina d’anni meta degli amanti dello sci e della montagna abruzzese. Un hotel a conduzione familiare rilevato dal padre di Accatino negli anni ’90 che, spiega lo stesso gestore, “riaprirà i battenti tra luglio e agosto, seppur con qualche perplessità rispetto alle presenze e alle future prenotazioni”.

“Ci stiamo organizzando, anche tenendo conto della diminuzione di clienti rispetto allo scorso anno che, per quanto riguarda la nostra struttura, si aggira intorno al 70 per cento – dichiara -. Al momento i progetti in cantiere sono diversi e riguardano soprattutto le famiglie e lo sport. Attendiamo quindi la riapertura, anche se, rimane ancora l’incognita delle prenotazioni, nonostante il nostro impegno ad adeguarci alle misure di sicurezza previste dalla normativa nazionale”.

Tra queste, distanziamento sociale, spostamenti ridotti e sanificazioni continue che però, nonostante il punto di forza della montagna resti il contatto con la natura e l’offerta per l’estate punti principalmente sulle attività outdoor, secondo il titolare dell’hotel Campo Felice, “a poco serviranno nei confronti di quei pochi turisti che, con l’intento di salvaguardare la propria salute, preferiranno prenotare case vacanza e occuparsi personalmente della pulizia degli ambienti piuttosto che recarsi in hotel”.

“Devo ammetere però che qualche passo avanti rispetto alla crisi iniziale è stato fatto – aggiunge -, soprattutto per quanto riguarda l’assegnazione dei contributi a fondo perduto per le piccole imprese di montagna danneggiate dalla pandemia”.

In particolare, Accatino si riferisce all’emendamento al progetto di legge 59 passato qualche giorno fa in Consiglio regionale, che va a tutelare, con il riconoscimento di un apposito stanziamento, proprio coloro che svolgono attività stagionale nelle zone di montagna, a condizione che i ricavi o i compensi percepiti nel mese di marzo 2020 siano diminuiti di un terzo rispetto allo stesso mese dell’anno 2019.

“All’inizio si parlava di comparazioni solo in riferimento al mese di aprile – precisa -, il che avrebbe potuto rappresentare un problema per me e per molti altri operatori di montagna che, anche nel 2019, con gli impianti sciisitici chiusi a fine marzo, avrebbero fatto fatica a testimoniare la drastica diminuzione di presenze. Questi nuovi sviluppi rappresentano invece una vera e propria boccata d’aria per le nostre attività che, seppur con mille difficoltà, nei prossimi mesi potranno contare su un aiuto in più per la ripartenza”.


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