Covid: Cosa fare se arrivano i “suoi” sintomi in vacanza?

Avvertire le autorità locali , e sottoporsi subito al test

di Redazione | 27 Luglio 2020 @ 16:53 | ATTUALITA'
caraibi vacanze
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L’AQUILA –   Se vi trovate in vacanza  e compare la febbre sopra i 37,5 °C con i brividi, tosse di comparsa recente, difficoltà respiratorie, perdita improvvisa dell’olfatto (anosmia) o diminuzione dell’olfatto (iposmia), perdita del gusto (ageusia) o alterazione del gusto (disgeusia), raffreddore o naso che cola, mal di gola e diarrea (soprattutto nei bambini), bisogna chiamare come prima cosa il medico di famiglia che saprà probabilmente rassicurarvi o suggerirvi di contattare le autorità, sulla base dell’esperienza maturata in questi mesi. Se invece avete sintomi più chiaramente riconducibili alla COVID-19, oppure siete stati a stretto contatto con persone poi risultate positive, occorre mettersi in contatto con le autorità sanitarie della regione in cui vi trovate e in particolare con l’ASL competente per farsi fare il tampone. Questa procedura è ora molto più rapida di quanto lo fosse nei mesi scorsi , quando i tempi di attesa erano lunghi.  Ogni regione, poi,  ha un proprio numero verde: contattandolo, si verrà indirizzati alla ASL locale. I numeri sono disponibili sul sito del ministero della Salute, nel caso stiate molto male, ovviamente, bisogna invece chiamare il 112, il numero del pronto intervento per le emergenze. Una volta avvisate le autorità, verrà fissato un appuntamento per il tampone: direttamente nel posto in cui ci si trova oppure andando in una struttura apposita (in certi casi rimanendo in macchina, nella procedura drive in). Nella finestra di ore o di giorni in cui si aspetta il risultato,  occorrerà mettersi in isolamento nella stanza d’albergo o nella casa vacanze in cui ci si trova, seguendo le istruzioni delle autorità, che valuteranno caso per caso come sia meglio procedere.


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