Covid, Albani: giù età media nuovi contagi, giovani attenti o ci giochiamo l’estate

di Marco Signori | 04 Giugno 2020, @06:06 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – “L’età media dei nuovi contagiati si è abbassata molto per cui invito i ragazzi a stare molto attenti,  loro pensano che il Covid riguardi solo persone anziane ma non è così”.

È l’avvertimento di Alberto Albani, primario del pronto soccorso di Pescara e responsabile dell’unità di crisi istituita dalla Regione Abruzzo per l’emergenza Coronavirus.

“Fa parte dell’età sentirsi immortali”, dice a L’Aquila Blog, “ma ai giovani rivolgo l’invito a stare molto attenti se vogliamo fare un’estate tranquilla nella nostra bella regione. Se stiamo attenti nel prossimo mese potremo godercela, se invece dovessimo abbandonare le linee guida comportamentali potremmo giocarci l’estate”.

“Il dato più saliente insieme all’abbassamento dell’età media”, rileva Albani, “è la ripartenza dei contagi in provincia dell’Aquila, dove si sono registrati due casi dopo 18 giorni in cui non ce n’era stato nessuno”.

I nuovi contagi, chiarisce comunque l’esperto, non sono legati alla riapertura degli spostamenti tra regioni, scattato solo ieri, quanto piuttosto “a una fase 2 iniziata il 18 maggio in cui c’è stata qualche ripartenza locale”.

“Se il ritorno della possibilità di mobilità tra regioni ci preoccupa? Certamente”, afferma senza mezzi termini Albani, “ci preoccupa soprattutto la Lombardia, il governo ha preso questa decisione che prima o poi andava presa per ragioni economiche, ma è importante stare molto attenti”.

Sulla discussa posizione di Alberto Zangrillo, direttore della terapia intensiva del San Raffaele di Milano che ha affermato che il virus clinicamente non esiste più, Albani è cauto: “C’è una discussione tra scienziati – dice – in effetti viviamo un virus meno aggressivo, ma probabilmente anche perché si interviene prima mentre prima si arrivava in ospedale più tardi, quando la malattia era in stato avanzato”.

“L’età media dei contagiati che si è abbassata consente un maggior trattamento della malattia”, fa inoltre osservare, “perché il fisico di un uomo di 20 anni non è il fisico di uno di 90, in ogni caso ci sono diverse scuole di pensiero e proprio per questo significa che è poco chiaro, altrimenti non si discuterebbe”.

“Se stiamo tutti attenti anche i casi positivi rimarrebbero confinati – insiste infine Albani – se invece dovessero arrivare casi nella nostra regione e non ci comportiamo bene sarebbe grave”.

“Quanto durerà la necessità del distanziamento? Durerà abbastanza, finché non abbiamo casi zero dobbiamo essere molto prudenti – conclude – si teme una ripartenza dei contagi in autunno, come tutte le malattie influenzali, quindi dobbiamo ancora avere pazienza, se ognuno di noi aiuta se stesso aiuta anche gli altri”.


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