Covid: Accorciare la quarantena con il tampone? Rischio falsi negativi

di Matilde Albani | 26 Ottobre 2020 @ 06:45 | ATTUALITA'
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L’AQUILA –  Non si può accorciare la quarantena con un tampone. Quando veniamo a contatto con una persona risultata positiva al coronavirus, diventiamo  praticamente  un “contatto stretto” e  dobbiamo osservare, se asintomatici, un periodo di quarantena. Questo parola entrata ormai nell’ordinario, si riferisce alla “restrizione dei movimenti, per la durata del periodo di incubazione, di persone sane, ma che potrebbero essere state esposte a un agente infettivo o a una malattia contagiosa” al fine di “monitorare l’eventuale comparsa di sintomi e identificare tempestivamente nuovi casi”. L‘isolamento a questo punto  deve essere:

– o di 14 giorni dall’ultima esposizione al soggetto di cui si è accertata la positività,
– o di 10 giorni dall’ultima esposizione, con il test antigenico o molecolare negativo effettuato il decimo giorno.

Queste avvertenze valgono, ad esempio, per chi riceve la notifica da Immuni , o per chi è stato in contatto con qualcuno che poi è risultato positivo . L’asintomatico, in quarantena, potrebbe essere tentato dall’idea di “dribblare” i tempi  andando a fare il  tampone prima del decimo giorno. Il tampone, però,  è la “fotografia di un momento” , un persona può essere negativo oggi e positivo domani. Il tasso di “falsi negativi” è al minimo a partire da 8 giorni dopo l’esposizione:  ecco perché il ministero della Salute raccomanda di effettuare il tampone 10 giorni dopo il contatto con un positivo. Se, ad esempio, in preda all’ansia, un asintomatico in quarantena pensasse di fare privatamente un tampone, dopo 5 giorni dall’esposizione per “liberarsi” senza aspettare il decimo giorno (o 14esimo senza tampone), rischierebbe di essere un  “falso negativo”.


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