Covid-19, strascichi gravi per il 15% dei pazienti guariti

di Redazione | 31 Luglio 2020 @ 11:28 | ATTUALITA'
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“Abbiamo ricontattato gran parte delle persone trattate nei mesi scorsi in corsia e poi dimesse, per verificare il grado di salute degli ex pazienti e scattare una fotografia che metta a fuoco il numero di malati che soffrono di qualche disturbo dopo la risoluzione dell’infezione. L’età media dei pazienti è di 62 anni, più del 70% maschi, il 24% è affetto da patologie croniche, prevalentemente ipertensione (per questi pazienti la malattia ha frequentemente imposto la necessità di rivalutare la terapia). L’area di disturbi più rappresentata è quella emotiva-affettiva”, lo spiega Renzo Rozzini, direttore di Dipartimento di Fondazione Poliambulanza.

“Circa il 40% dei casi – prosegue Rozzini – lamenta lo sviluppo di sintomi nuovi, cioè mai manifestati prima della malattia, come labilità emotiva, disturbi dell’umore, ansia (anche crisi d’ansia), insonnia. Si tratta di un fenomeno non irrilevante. In 5 casi il ricovero ha evidenziato noduli polmonari, preesistenti al Covid-19, da seguire nel tempo. Quanto osservato richiama a modificazioni paragonabili a quelle che si osservano nei processi di invecchiamento: la persistenza di sintomi somatici dopo una malattia acuta, la lentezza del recupero (fragilità), la comparsa di sintomi maladattativi”.

“Su questo aspetto – conclude – si sta conducendo una ricerca insieme ai colleghi dell’università di Modena-Reggio Emilia. I dati preliminari della nostra valutazione dei pazienti post Covid permettono di affermare la necessità di una valutazione di tutti i pazienti che hanno avuto una Covid sintomatica e di rilevare che circa il 15% dei dimessi ha sintomi da monitorare nel tempo. Sarebbe necessario un programma nazionale per affrontare questa realtà ora necessariamente sottostimata, che potrebbe avere un enorme impatto futuro anche in termini di spesa pubblica”.

 


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