Covid-19 in Africa: pochi casi e decessi, dati affidabili?

di Redazione | 22 Gennaio 2021 @ 07:00 | ATTUALITA'
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Ci si interroga ancora sul perché di pochi casi e pochi morti in Africa correlati all’epidemia di Covid19 in un continente fragile anche dal punto di vista dei sistemi informativi e non solo sanitari. 

africa

Gli ultimi dati ufficiali, aggiornati mostrano che l’epidemia in Africa procede molto più lentamente che altrove con cifre di gran lunga inferiori a quelle in Europa, Asia o nelle Americhe.

  • 3.281.891 contagiati
  • 2.738.809 guariti
  • 80.958 morti
  • 460.798 attualmente positivi

Il primo caso di Covid-19 in Africa è stato confermato in Egitto il 14 febbraio 2020. Il primo nell’Africa al di sotto del Sahara il 28 febbraio in Nigeria. Il Sudafrica oggi è il paese più colpito (1.369.426) insieme al Marocco (462.542).

Una visione dettagliata di quanto sta accadendo nel continente è riassunta nell’ultimo aggiornamento “Brief on Public Health and Social Measure Implementation (PHSM) in Africa” della Partnership for Evidence-Based Response to COVID-19 (PERC) dove sono messe in luce le diversità tra le varie nazioni africane e le criticità dei dati disponibili. Undici paesi non comunicano dati relativi ai test eseguiti e molti non li aggiornano regolarmente. La Tanzania non comunica alcun dato sulla pandemia dal maggio scorso.

La reale portata dell’epidemia potrebbe essere comunque sconosciuta nella maggior parte dei Paesi, in particolare quelli con un numero ridotto di test eseguiti per casi positivi (ad esempio, Algeria, RDC -Repubblica Democratica del Congo, Egitto, Madagascar, Somalia, Sud Sudan e Sudan). All’inizio della pandemia solamente Senegal e Sudafrica, potevano eseguire test per l’identificazione del SARS-CoV-2. Oggi tutti i paesi possono farlo, sia pure ad intensità molto diverse.

In realtà nell’Africa sub-Sahariana gli effetti indiretti della pandemia sono più gravi di quelli diretti. In Nigeria, le morti materne sono quasi raddoppiate. Ovunque sono state riscontrate drastiche diminuzioni nelle campagne di vaccinazione e incombe la minaccia di epidemie.

L’Ufficio della Regione africana dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) riporta tutte le misure di contenimento intraprese attualmente dai Paesi:

  • tutti stanno conducendo screening ai Punti di ingresso (soprattutto negli aeroporti)
  • tutti hanno aumentato i controlli alle frontiere terrestri con rilevamento di casi COVID-19 tra i camionisti
  • 24 Paesi in totale stanno applicando misure di lockdown. Di questi, 13 su tutto il territorio e 11 solo su aree a trasmissione epidemica. Il Rwanda è stato il primo paese a farlo, il 21 marzo, quando aveva 17 casi confermati.
  • 8 nazioni hanno iniziato a rimuovere le misure di lockdown.
  • Le misure di confinamento sono state introdotte e imposte con modalità diverse nei diversi paesi e all’interno dei paesi. Per imporle, si sono anche verificati abusi, violenze e persino uccisioni da parte delle forze dell’ordine di trasgressori o presunti tali (Kenya, Nigeria, Rwanda, Sudafrica, Uganda.

Si vorrebbe capire cosa abbia funzionato e cosa no, ma si valuta anche che non tutti i Paesi hanno potuto attuare e mantenere nel tempo le stesse misure di contenimento e di controllo dell’epidemia, quindi i confronti risultano azzardati e risulta difficile identificare strategie “vincenti ed efficaci” senza considerare le specifiche situazioni nazionali. Molti Paesi sono tormentati da conflitti, insicurezza alimentare, mancata protezione del diritto all’educazione, tutti determinanti sociali della salute che già producevano un’ampia varietà di sfide sanitarie in Africa, anche prima della pandemia di Covid19.


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