Covid-19, Grimaldi: “Casi in aumento, mascherine e vaccini per difenderci”

Il primario del reparto di malattie infettive del San Salvatore: "Per ora non c'è impatto sull'ospedale. Fondamentale agire d’anticipo, prevenire, per evitare di far crescere i contagi e, con l’aumento dei numeri, anche i ricoveri"

di Marianna Gianforte | 02 Luglio 2022 @ 06:09 | SALUTE E ALIMENTAZIONE
grimaldi
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L’AQUILA – Oggi è il 18esimo giorno di aumento costante della crescita dei ricoveri ordinari di persone contagiate dal Sars-Cov-2, mentre aumentano in tutta Italia in generale i contagi e, purtroppo, anche i decessi. Una recrudescenza che preoccupa per la velocità con cui si sta verificando nonostante la stagione estiva, periodo durante il quale normalmente il contagio da coronavirus scende, come si è verificato nei due precedenti anni di pandemia, quando sin dalla primavera si registrava un crollo del picco pandemico; crollo che nell’estate in corso non si sta verificando, a causa dell’alta contagiosità delle varianti Omicron 4 e 5, che sembrano, però, molto meno virulente e aggressive delle precendenti varianti, tra cui la tremenda Delta.

Recrudescenza dovuta a tre fattori essenzialmente: minore attenzione all’utilizzo delle mascherine al chiuso e nei contesti di vicinanza tra persone; la lontananza rispetto agli ultimi richiami o booster vaccinali; il minore effetto di ‘muro’ che hanno sulle ultime varianti gli attuali vaccini, ‘tarati’ sul virus originario, quello di Wuhan, per intenderci, e sulle prime terribili varianti. E’ vero che proteggono meno dal contagio, ma è certo che, come assicura il primario del reparto di malattie infettive all’ospedale San Salvatore dell’Aquila Alessandro Grimaldi, perfettamente in linea con la comunità scientifica e sanitaria, proteggono contro le conseguenze più gravi dell’infezione: le polmoniti prima di tutto, e allontanano il rischio della mortalità. 

Aspetto evidente all’Aquila e in tutta Italia: i decessi, pur segnando un rialzo nelle ultime settimane in tutto il Paese, sono sotto controllo. Spiega Grimaldi:

“Il contagio al momento non sta impattando sull’ospedale, ma è fondamentale agire d’anticipo, prevenire, per evitare di far crescere i contagi e, con l’aumento dei numeri, anche i ricoveri”.

Scongiurando, dunque, di nuovo la chiusura dei reparti e lo stop di ricoveri e screening causati dal fatto che tutto il personale medico, infermieristico e non solo, viene assorbito dalla cura e dalla gestione dei malati Covid-19. “Indossare le mascherine è una regola che deve restare ferma – aggiunge il medico, che, di ritorno da un congresso in Inghilterra, riconosce che tra gli italiani la sensibilità verso l’utilizzo di un presidio medico protettivo è ormai diffusa. Non lo è in Inghilterra invece – racconta – dove ormai da tempo la mascherina è scomparsa”

Torna a crescere in Italia, inoltre, il ricovero negli ospedali di pazienti affetti da Covid-19 e aumentano i malati che hanno sviluppato patologie a causa del virus: respiratorie e polmonari tipiche del virus Sars-Cov-2, come spiega il presidente nazionale della Fiaso, Giovanni Migliore:

“L’aumento dei ricoveri registrato questa settimana è significativo non solo per il rialzo del numero di pazienti, ma soprattutto perchè torna a crescere la prevalenza della patologia respiratorie e polmonare tipica del virus Sars-Cov-2”.

“L’appello che facciamo a chi non ha ancora ricevuto la terza dose booster è di completare il ciclo vaccinae – esorta Grimaldi – mentre alle persone che rientrano nelle categorie fragili e agli over 80 raccomandiamo la quarta dose, perché è fondamentale rafforzare il sistema immunitario ed evitare di essere contagiati. Il Sars-Cov-2 non è diventato innocuo, e c’è sempre da ricordare che il contagio, in molti casi porta con sé il ‘long covid’ per oltre 12 settimane, con un’infiammazione persistente e una marcatissima astenia, debolezza, anche una volta guariti dalla Covid-19. ‘Long Covid’, bisogna ricordare, che è del 10-20% più frequente nelle donne per via del loro sistema immunitario molto più reattivo di quello maschile. Resta – aggiunge Grimaldi – l’incognita di quello che succederà con l’arrivo del freddo, in autunno”. Cioè quando, in sostanza, le basse temperature e il ritorno alla vita al chiuso faciliteranno il contagio, che circolerà comodamente e potrà veicolare altre varianti.  

Intanto il ministro Roberto Speranza ieri ha ribadito che i richiami vaccinali servono a riattivare le coperture immunitarie che naturalmente si abbassano dopo 120 giorni dal vaccino e che in autunno si partirà con una campagna vaccinale “ad ampie fasce generazionali”. Nino Cartabellotta di Gimbe ha, invece, sottolineato che “tutti i soggetti che rientrano nelle categorie dei fragili devono attivarsi per ottenere il quarto vaccino, in quanto non tutte le Regioni si sono organizzate con un meccanismo di chiamata diretta ai pazienti”.


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