Covid-19: Famiglia perennemente in quarantena sine die

di Matilde Albani | 19 Gennaio 2021, @07:01 | RACCONTANDO
quarantena
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L’AQUILA – Una situazione paradossale quella accaduta ad una famiglia di Cese di Preturo, dove 4 persone su 5 tempo fa hanno contratto il Covid-19.
 
A distanza di un mese dalla loro guarigione si ammala anche l’altro figlio. E qui inizia il calvario familiare. Al call-center per il tracciamento viene comunicato il suo isolamento già da qualche giorno ed i contatti stretti sono, in realtà, solo i due genitori, guariti dal covid-19 da circa un mese. Il ragazzo chiede indicazioni anche circa il comportamento che i genitori devono adottare vista la sua positività. Il personale della asl gli comunica che, non essendoci un protocollo specifico al riguardo, i genitori, sebbene già immunizzati dalla malattia, per precauzione, devono stare in isolamento domiciliare fino al giorno in cui verrà fatto un tampone di controllo come se non avessero già avuto il virus.

Che senso ha far fare una quarantena a persone appena uscite dalla malattia, considerato che gli anticorpi immunizzanti sono al massimo della produzione e l’indice di trasmissibilità, comunque, è pari allo zero?

La struttura ospedaliera di riferimento non ha saputo dare una risposta plausibile a tale domanda trincerandosi dietro la possibile trasmissione del virus attraverso gli indumenti, probabilmente contagiati o spore, presenti nelle narici, che possono essere comunque veicolo di infezione.
 
“Abbiamo chiesto lumi – ha detto a Laquilablog il capo famiglia-, anche ad altre asl come quella di Roma e del Veneto, le quali hanno dato analoga risposta: in particolare, se una persona viene segnalata come contatto o contatto stretto con un positivo ed ha già contratto il virus, viene immediatamente chiamata per eseguire un sierologico. Se risulta essere ancora immune, ed avendo un indice di trasmissibilità inferiore a 0,4, viene automaticamente autorizzata a riprendere la vita normale senza andare in quarantena”.

Perché la asl aquilana non adotta tale protocolli?

E se per assurdo una persona si vaccina (ha la stessa carica immunitaria di chi ha contratto il virus) ed ha un contatto con un positivo cosa si fa? Lo si manda in quarantena? E allora cosa ci vacciniamo a fare se fino al raggiungimento del l’immunità di gregge si possono verificare tali situazioni?
 
Intanto, chissà quante famiglie sono costrette all’isolamento domiciliare preventivo ‘gratuito’ per supposizione. In sostanza i guariti da Covid-19 o i vaccinati, entro i limiti temporali che le ricerche scientifiche hanno certificato, possono re-infettarsi e trasmettere la malattia o no?
 
Ai professori l’ardua sentenza.

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