Covid-19 e infortuni sul lavoro: tutele anche per smart working e Dad?

di Cristina D'Armi | 06 Novembre 2020 @ 06:16 | ATTUALITA'
Print Friendly and PDF

L’AQUILA – Aumentano i contagi da covid-19 sui luoghi di lavoro dove, lavoratori e lavoratrici che ogni giorno contribuiscono a mandare avanti il Paese per portare un salario a casa, combattono con la paura e la preoccupazione di poter contrarre il virus nonostante l’attuazione di tutte le misure di sicurezza. Il lavoro di assistenza e di cura alla persona, l’attività di insegnamento, il lavoro in linea e quello nel terziario, la fruizione degli Spazi comuni e servizi igienici sono il luogo di potenziali contagi, ma Il tracciamento spesso è limitato e non spetta al medico certificato, né tanto meno al datore di lavoro, svolgere un’attività di contact tracing, e così, spesso, quello che è un infortunio sul lavoro viene trattato come una semplice malattia lasciando il lavoratore privo di tutte quelle tutele garantite dall’Inail.  Per questo motivo, secondo INCA CGIL L’Aquila, per ogni contagio deve “essere aperto un infortunio, a prescindere dalla mansione svolta”.  

A lasciare ampi dubbi riguardo l’infortunio sul luogo di lavoro è la Didattica a distanza per docenti e studenti. Non sono rari incidenti negli edifici scolastici, ma cosa succede se la scuola si trasferisce nelle mura domestiche? Sebbene i rischi siano minori, permane l’obbligo per l’amministrazione scolastica sui pericoli cui vanno incontro alunni e insegnanti durante le ore di lezione a distanza?

La giurisprudenza ricorda (Cass. SS.UU. civ. n. 9346/2002; n.9906/2010; n. 19158/2012) che all’atto della iscrizione ed ammissione dell’alunno a scuola si realizza l’instaurazione di un vincolo negoziale, in virtù del quale, nell’ambito delle obbligazioni assunte dall’istituto, deve ritenersi sicuramente inclusa quella di vigilare anche sulla sicurezza e sull’incolumità dell’allievo nel tempo in cui fruisce della prestazione scolastica in tutte le sue espressioni, anche al fine di evitare che l’allievo procuri danno a se stesso.  A riguardo, spetta all’alunno danneggiato dover provare che l’evento dannoso si è verificato nel corso dello svolgimento del rapporto, sulla scuola incombe invece l’onere di dimostrare che l’evento è stato determinato da causa non imputabile né alla scuola, né all’insegnante (Cass. N. 361272014 e n. 3695/2016). Questa posizione priverebbe di responsabilità scuola e insegnanti durante la DaD, ma, bisogna considerare anche il graduale processo di rinnovamento che ha coinvolto il mondo della didattica. L’ambito di applicazione della tutela antinfortunistica rivolta agli alunni delle istituzioni scolastiche, negli anni, si è ampliato fino a ricomprendere nuove forme di esperienze formative attuate con l’ausilio di macchine elettriche o elettroniche. Tra le normative più significative si segnala la Circolare dell’INAIL 17 novembre 2004 n. 79, secondo cui momenti formativi attuati con l’ausilio di macchine elettriche  rientrano nelle esercitazioni pratiche dirette all’apprendimento.  Secondo questa interpretazione le nuove modalità adottate dalle scuole, rientrerebbero nelle attività ricompresse tra quelle coperte dall’assicurazione antinfortunistica obbligatoria.

Queste sono solo ipotesi a fronte di un vuoto normativo riguardante le nuove tecnologie da poco adottate dal nostro paese.


Print Friendly and PDF

TAGS