Covid-19, Crisanti: “I contagi sono gli stessi di marzo”

di Redazione | 31 Agosto 2020 @ 12:36 | ATTUALITA'
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“I contagi sono gli stessi di marzo, ma allora erano solo la punta dell’iceberg. Dobbiamo portare i test a 400mila al giorno. Questa ripresa della trasmissione presenta tuttavia delle differenze rispetto a quanto abbiamo osservato durante i terribili mesi di febbraio, marzo e aprile: la maggior parte delle persone infette sono giovani in grande maggioranza asintomatici o con sintomatologia molto lieve” così, al Corriere della SeraAndrea Crisanti, il professore di Padova incaricato dal Governo per elaborare un piano tamponi. 

“Il numero delle persone ricoverate nei reparti Covid e rianimazione aumenta di poche unità al giorno senza mettere sotto pressione il sistema sanitario”, aggiunge.

“Nella fase attuale – continua – consapevoli del fatto che le persone infette possano essere asintomatiche o presentare una sintomatologia lieve, si eseguono test a persone che prima sarebbero state trascurate e quindi i dati sono molto più rappresentativi della reale trasmissione del virus. A questo punto i conti tornano. I casi di questi giorni sono circa dalle 15 alle 20 volte inferiori a quelli delle prime settimane della pandemia calcolati tenendo conto del contributo degli asintomatici e dei casi lievi. Se moltiplichiamo i numeri di ricoverati in terapia intensiva e i morti giornalieri di questi giorni per 15 ci avviciniamo ai valori di febbraio-marzo.Il grande problema nel contrastare la diffusione del virus è la elevata frequenza di soggetti asintomatici che possono inconsapevolmente trasmettere l’infezione. L’identificazione degli asintomatici è proprio la sfida che abbiamo davanti per evitare che i casi aumentino vertiginosamente fino al punto di rottura”.

“È dunque questa urgenza che mi ha indotto a presentare, su invito di alcuni membri del governo, un piano che conduca a incrementare, fino a quadruplicare su scala nazionale, la capacità di fare tamponi superando le barriere e divisioni regionali che hanno generato una insensata panoplia di iniziative e adozioni tecnologiche che sicuramente generano confusione e in alcuni casi sono controproducenti”, conclude il prof. Andrea Crisanti.

 


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