Costituente Pd su Ricostruzione scuole: “Il fallimento amministrazione Biondi”

di Redazione | 13 Dicembre 2022 @ 18:32 | POLITICA
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PAGANICA  –  Si è tenuto ieri sera, nella sala civica di Paganica, il primo evento organizzato nell’ambito di L’Aquila domani, la costituente del Partito democratico; su impulso dei circoli di Paganica e Sassa, al centro dell’incontro la mancata ricostruzione dell’edilizia scolastica ad oramai 13 anni e mezzo dal terremoto del 2009.

 

All’incontro hanno partecipato, oltre ai segretari dei circoli Deborah Palmerini e Quirino Crosta, la segretaria dell’unione comunale Emanuela Di Giovambattista, il coordinatore della costituente Nello Avellani, il consigliere comunale dem Stefano Palumbo, presidente della Commissione Garanzia, la consigliera di L’Aquila coraggiosa Simona Giannangeli, oltre alla segretaria provinciale della Flc Cgil Miriam Del Biondo, a Silvia Frezza, docente ed esponente del comitato Oltre il Musp, Silvia Colacicchi e Massimo Prosperococco del comitato Scuole sicure, gli attivisti Tommaso Cotellessa e Alessandro Tettamanti.

 

Ad oggi, sebbene in cassa siano disponibili da anni oltre 30 milioni di euro per la ricostruzione dell’edilizia scolastica, circa 4.000 bambine e bambini, ragazze e ragazzi sono costretti a frequentare le lezioni nei Musp, moduli ad uso scolastico provvisorio, realizzati nel 2009 per affrontare l’emergenza e con una vita stimata di 5 anni; strutture assolutamente inadeguate, logorate dal tempo, e che non consentono una didattica di qualità.

 

Per non parlare delle nostre figlie e dei nostri figli che vanno a scuola in edifici con indici di vulnerabilità assolutamente inadeguati, al di sotto delle soglie minime di sicurezza: una vergogna, in una città attraversata da un flusso di risorse straordinario e che sulle scuole avrebbe dovuto fondare la sua ricostruzione, in piena sicurezza.

 

Una situazione che mostra plasticamente l’incapacità amministrativa del Comune dell’Aquila e della Provincia che, in questi anni, hanno inaugurato soltanto due scuole, i cui procedimenti erano stati avviati dalla passata amministrazione e che, tra l’altro, si sono rilevate inadeguate per i bisogni dei territori di riferimento. E pensare che il sindaco Pierluigi Biondi, in un incontro di campagna elettorale, nel 2017, aveva promesso la ricostruzione dell’edilizia scolastica in due anni, mettendo nero su bianco, sul programma di mandato, che a settembre di quell’anno le studentesse e gli studenti non sarebbero rientrati in scuole con indici di vulnerabilità insoddisfacenti.

 

Al contrario, siamo ancora all’anno zero e l’amministrazione attiva, dal 2017 ad oggi, non è stata neanche in grado di proporre alla città un piano dell’edilizia scolastica definitivo, indicando i luoghi dove intende ricostruire le scuole e i tempi per avviare e chiudere i cantieri.

 

D’altra parte, manca una visione di città che consenta di inquadrare la ricostruzione delle scuole non solo all’interno di un contesto urbano che è sociale, culturale, ambientale ma anche in funzione della struttura demografica e sociale della città che è cambiata ed è in cambiamento: come dimensionare gli istituti, di quali attrezzature e spazi pubblici dotarli, quali interventi mettere in atto per collegare i poli scolastici rispetto al luogo e al contesto?

Domande che sono rimaste senza risposta.

 

E ciò è preoccupante non soltanto perché le bambine e i bambini dell’Aquila continuano a frequentare, quotidianamente, luoghi insicuri o insalubri, inadeguati mancando di palestre, refettori e biblioteche, ma anche perché la ricostruzione delle scuole si intreccia con altre dimensioni del vivere collettivo, come detto, da quella culturale – le scuole moderne dovrebbero essere luoghi aperti tutto il giorno, per svolgere attività educative, formative – a quella sociale e urbanistica.

 

Si è persa l’occasione di ripensare il territorio fornendo alle studentesse e agli studenti, il futuro della città, una esperienza scolastica d’avanguardia, con la ricostruzione di edifici dotati di spazi adeguati e comfort, di servizi innovativi e aperti alla collettività.

 

Per questi motivi, continueremo ad occuparci del tema della ricostruzione scolastica dentro e fuori il Consiglio comunale, attraverso la redazione di un dossier che, speriamo, possa essere di supporto all’attuale amministrazione per segnare davvero una svolta. Il confronto allargato proseguirà nelle prossime settimane culminando con un secondo incontro dedicato che terremo il 12 gennaio nella sala polifunzionale di Sassa.


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