Costi record, primi stop a cantieri e imprese: l’Italia si ferma di nuovo

di Alessio Ludovici | 12 Marzo 2022 @ 06:00 | ATTUALITA'
costi aumenti
Print Friendly and PDF

L’AQUILA – I costi delle materie prime, i trasporti, l’energia per muovere le imprese. Una spirale di fronte alla quale il mondo produttivo sembra impotente. E cominciano le prime serrate, al nord, nelle fabbriche del bresciano ad esempio, nei cantieri delle Marche, nelle opere pubbliche del mezzogiorno. 

Ad essere schizzato verso l’altro non è solo il carburante, che ha già fermato pescherecci e messi in stato di mobilitazione tanti trasportatori che ormai lavorano in perdita. A loro volta, o per motivi indipendenti, altri costi stanno schizzando verso l’alto. 

Costi record, primi stop ai cantieri edili, industrie meccaniche, cartiere

Primi stop ai cantieri edili, nelle Marche e in Sicilia. “Il caro-carburanti, gas ed energia, i prezzi alle stelle delle materie prime, la difficoltà a reperirle e la chiusura degli impianti di produzione strozzati dal caro-bollette rendono impossibile proseguire le attività dei cantieri e costringono le imprese edili siciliane a sospendere tutto e a porre il personale in cassa integrazione per difficoltà di approvvigionamento dei materiali. È a rischio la sopravvivenza dell’intero comparto”. E’ la nota di Ance Sicilia nella quale annuncia una “serrata” progressiva dei cantieri dell’Isola. Si fermeranno prima i lavori stradali, il costo del bitume è schizzato del 600%. Il punto non è solo finire il lavoro ma rispettare i prezzi di aggiudicazione. Ma a rischio ci sono anche i cantieri di Superbonus 110% e del Bonus facciate così come delle opere pubbliche finanziata dal Pnrr. Difficilmente i contratti con le stazioni appaltanti potranno essere rispettati spiegano le imprese edili ed è probabile una lunga stagione di contenziosi, salvo non si arrivi ad una moratoria per tutti i contratti in essere e alla rinegoziazione degli stessi con gli Enti appaltanti. Anche nelle Marche si annuncia la serrata dei cantieri.

Tra le preoccupazioni che stanno emergendo con l’escalation del conflitto in Ucraina, c’è anche il fermo delle vendite da parte delle acciaierie nazionali ed europee. Sono attesi fortissimi aumenti sull’acciaio, che fanno il paio con gli aumenti record che ci sono già dei costi per l’alluminio. Prime chiusure di cartiere in Italia, con la materia prima che negli ultimi sei mesi è passata da 300 euro a tonnellata a oltre 700, con effetti a sua volta su tutto la mega-filiera del packaging. 

Le altre filiere, grano, mais, zootecnia: a rischio approvvigionamenti

Russia e Ucraina sono il primo e il terzo esportatore di cereali, che servono non solo per pasta e derivati, ma soprattutto, il mais, per la zootecnia. E ora l’allarme arriva direttamente dai banchi del governo. “Abbiamo grandi problemi sul mais e sul girasole” ha affermato il sottosegretario alle politiche Agricole, Gian Marco Centinaio. “L’olio di semi di girasole sta per diventare introvabile, mentre con il mais si dà da mangiare agli animali quindi ci sarà un problema con la zootecnia. Chiederemo all’Europa di sbloccare un milione di ettari, quelli bloccati dai fondi di rotazione e soprattutto ci sono dei terreni inutilizzati, per salvare il salvabile. Fino a fine marzo il mais lo si può ancora piantare”.

I prezzi al consumo: “Si rischiano rincari tra il 15 e il 30%”

Assoutenti stima rincari dei prezzi al dettaglio compresi tra il 15 e il 30% per beni come pasta e pane. Il Governo farebbe bene a dare ascolto ai dati ufficiali Istat e Ismea che certificano gli aumenti e agli allarmi di consumatori e produttori circa gli imminenti incrementi dei listini al pubblico”. E in Italia ci sono le prime corse all’accaparramento, complici anche le notizie dei primi stop degli autotrasportatori. In diversi zone del paese i supermercati sono stati presi d’assalto.

Il Governo

“Non siamo in un’economia di guerra, gli allarmi sono esagerati”. Il premier Mario Draghi, in conferenza stampa al termine del vertice informale dei capi di Stato e di governo dell’Ue a Versailles, continua a stemperare i toni anche per evitare effetti boomerang ma si dice convinto a “prepararsi a vari scenari, anche di razionamento”.


Print Friendly and PDF

TAGS