Corpo Forestale, appello dei dem abruzzesi a Zingaretti: “Stop alla riforma Madia”

di Alessio Ludovici | 10 Ottobre 2020 @ 07:00 | INCENDI
Print Friendly and PDF

L’AQUILA – Se ne parla da tempo, se ne parlerà all’Aquila in un convegno della Ferfa il prossimo 17 ottobre all’Auditorium del Castello, e se ne parlerà in Parlamento, a dicembre, quando è calendarizzata la discussione di tre proposte di legge per rivedere la riforma Madia che cancellò il Corpo Forestale dello Stato. Ora sono i dem abruzzesi a chiedere a Zingaretti un ripensamento. Gli hanno scritto i consiglieri regionali Pierpaolo Pietrucci, Antonio Blasioli, Silvio Paolucci e Dino Pepe con il capogruppo al consiglio comunale dell’Aquila del Pd, Stefano Palumbo

“Gli incendi che hanno funestato il territorio aquilano – scrivono – la costa vastese e la zona di San Silvestro a Pescara hanno riportato all’attenzione di tutti gli esiti delle Riforma Madia che ha disposto l’assorbimento del Corpo forestale nei Carabinieri”. “Una scelta – aggiungono – che ha depotenziato competenze e storia del Corpo forestale nello spegnimento degli incendi boschivi”. Non si tratta di attribuire demeriti ai Carabinieri, né di non vedere l’encomiabile lavoro dei Vvf chiamati a svolgere le funzioni di antincendio boschivo, ma di comprendere “l’ovvia marginalizzazione delle attività di protezione ambientale” determinata dalla riforma dell’ex ministro. Una riforma che non ha diminuito i costi di funzionamento dell’anticendio, né aumentato le capacità di intervento. Secondo la Ferfa un punto cruciale è che venuto meno il presidio quotidiano del territorio giacché i Carabinieri si vedono attribuite competenze limitate e i Vvf lavorano per distaccamenti in città. 

“Crediamo che il Pd – continuano gli esponenti democratici del territorio abruzzese – debba farsi protagonista di un’iniziativa che coincida con una moderna e indispensabile strategia di tutela ambientale”.

“Ci auguriamo e crediamo che il Partito Democratico diventi parte attiva di questo processo”. Un invito non banale visto che la riforma Madia non è mai sembrata in discussione fino ad ora, ma del resto le pressioni dal territorio, sono tante: sindaci, consiglieri comunali e regionali anche del centrosinistra, associazionismo. Tante le realtà che chiedono un passo indietro rispetto ad una scelta che al momento non sembra aver risolto molti problemi e che sembra invec aver lasciato, oggettivamente, un vuoto di competenze che in qualche modo va riempito. Vedremo se i destinatari, il segretario nazionale del Pd, Nicola Zingaretti, i capogruppo di Camera e Senato, Del Rio e e Marcucci, e il responsabile sicurezza del partito, Carmelo Miceli risponderanno all’appello, magari già in occasione del prossimo 17 ottobre all’Aquila.


Print Friendly and PDF

TAGS