Coronavirus, scuole chiuse: all’Aquila in crescita richiesta di babysitter e aiuto compiti

Governo a lavoro su voucher e congedi per i genitori in difficoltà

di Redazione | 07 Marzo 2020, @08:03 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – I più fortunati possono rivolgersi ai nonni, magari in pensione, ma c’è chi, con la chiusura delle scuole  in tutta Italia non sa dove sbattere la testa, tanto da cercare aiuto su apposite piattaforme internet o tramite i social. 

Da quando l’emergenza Coronavirus ha costretto il Governo a interrompere, con un apposito decreto, tutte le attività scolastiche, il primo pensiero di un po’ tutte le famiglie è stato uno solo: a chi affidare i propri figli durante gli orari di lavoro.

Anche nel capoluogo, dove molte delle ragazze che per professione si occupano di babysitting o aiuto compiti, raccontano di aver iniziato a ricevere da qualche giorno molte telefonate da parte di genitori disperati e totalmente impreparati rispetto alla situazione.

Per i bambini, infatti, ci sono adesso intere giornate da riempire e c’è quindi bisogno di organizzarsi al meglio, sia per non spezzare la routine, sia per evitare che rimangano troppo tempo a casa da soli, senza la supervisione di un adulto.

Ecco quindi che molte mamme e molti papà hanno iniziato a organizzarsi nei modi più disparati: c’è chi per esempio è stato costretto a iniziare lavorare da casa, chi si è affidato ad amici e familiari e chi, invece, ha dovuto prendere contatti con chi si occupa della cura dei più piccoli per lavoro.

È tra l’altro notizia di qualche giorno, che il sito sitly.it, che recluta babysitter in tutta Italia, nell’ultima settimana abbia registrato un incremento di visite ed accessi da parte degli utenti, con un +20 per cento di iscrizione da parte dei genitori alla ricerca e un +50 per cento da parte delle aspiranti tate.

E su questo sito  sono iscritte anche tante di quelle ragazze aquilane che, ad oggi, si ritrovano a dover gestire, tramite smartphone, file e file di genitori che attendono di sapere come e quando potranno iniziare ad occuparsi dei loro pargoli.

“Il telefono squilla in continuazione – dicono -. Le mamme e i papà iniziano a chiamare sin dalle prime ore del mattino, per cercare di risolvere la situazione il prima possibile”.

Senza contare che, nonostante le scuole si stiano organizzando per le lezioni a distanza, molte delle famiglie  hanno addirittura iniziato anche ad assumere docenti che si occupino di ripetizioni a domicilio. L’intento è quello di rimanere in linea con il programma delle lezioni e non interrompere la coninuità didattica a metà.

Ma nonostante rivolgersi a qualcuno possa rappresentare una comodità, c’è anche il rovescio della medaglia: come faranno quei genitori in difficoltà economica e che,  per forza di cose, non potranno permettersi di sostenere un aggravio sulle spese domestiche?

In questo senso, pare che il Governo si stia orientando a sostegni di carattere economico per la custodia e la cura dei bambini e che stia pensando a misure speciali che consentano ad almeno uno dei genitori di stare a casa o a particolari bonus baby sitter e congedi parentali straordinari, di cui potrebbero usufruire padri e madri per continuare ad accudire i figli. Come annunciato dagli stessi ministri, per saperne di più bisognerà però attendere la riunione a Palazzo Chigi i programma non prima della prossima settimana.


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