Coronavirus, Pechino: il ceppo rilevato al mercato Xinfadi viene dall’Europa

di Redazione | 19 Giugno 2020 @ 12:20 | ATTUALITA'
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Il coronavirus rilevato a Pechino nel mercato all’ingrosso Xinfadi viene dall’Europa, ma appartiene a un ceppo più vecchio di quello che attualmente sta colpendo il Vecchio Continente. E’ l’ipotesi di Zhang Yong, vicedirettore del Centro cinese di controllo e prevenzione delle malattie. In una nota della Commissione per l’ispezione e la disciplina, Zhang osserva che “molti campioni presi allo Xinfadi indicano che il virus era presente lì da tempo”.

Pechino ha deciso di isolare il Peking University International Hospital, fiore all’occhiello della sanità della capitale cinese, dopo che un’infermiera è risultata positiva ieri ai test del Covid-19 per essere entrata a stretto contatto il 14 giugno con un paziente del distretto di Haidian. Lo hanno detto le autorità municipali nel briefing quotidiano, aggiungendo che tra le 183 persone infettate dal focolaio del mercato all’ingrosso di Xinfadi registrati dall’11 giugno, due sono in condizioni molto critiche e 11 in condizioni gravi.

Oggi la Cina ha conferma 25 nuovi casi di trasmissione locale di coronavirus a Pechino, dove resta alta l’allerta per il nuovo focolaio, e altri sette in tutto il gigante asiatico. Oltre ai nuovi contagi accertati nella capitale, due casi di trasmissione locale vengono segnalati nella provincia di Hebei e un altro in quella di Liaoning, entrambe nel nordest della Repubblica Popolare. Gli altri quattro casi di cui ha dato notizia stamani la Commissione sanitaria nazionale sono invece ‘importati’: tre si registrano nella provincia di Guangdong e una in quella di Gansu.

La Commissione sanitaria di Pechino ha anche confermato altri due casi relativi a soggetti asintomatici. La Cina, primo Paese al mondo a fare i conti con il coronavirus, ha sinora segnalato 83.325 casi con 4.634 e 78.398 guarigioni.
I dati ufficiali parlano di un totale di 1.864 casi ‘importati’ con 91 persone tuttora ricoverate in ospedale.

Il portavoce del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie, Giovanni Mencarella, è quindi intervenuto per precisare che al momento le informazioni per determinare da dove provenga la nuova infezione di Pechino sono insufficienti. “A meno che non vi siano a supporto informazioni epidemiologiche, i dati di sequenza non sono sufficienti a determinare che l’introduzione sia stato un arrivo diretto dall’Europa piuttosto che non si tratti di un gruppo che già originariamente è associato con quello europeo”, ha affermato.

“Il Covid-19 è una pandemia globale di un virus RNA che è costantemente in mutazione – ha proseguito Mencarella -, di conseguenza non sarebbe sorprendente vedere ceppi simili del virus rilevati in Europa come in Cina, come e’ accaduto nelle fasi iniziali dell’epidemia europea”. 


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