Coronavirus, Pd L’Aquila: “Asl 1 si doti di macchinario da 2.400 tamponi al giorno”

di Redazione | 29 Aprile 2020, @03:04 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – “In vista della riapertura dei cantieri, la Asl 1 si attrezzi per l’acquisto di un macchinario in grado di processare 2400 tamponi al giorno”.

Lo chiedono i consiglieri comunali del Partito democratico, Stefano Albano e Stefano Palumbo.

LA NOTA COMPLETA

Alle porte della riapertura dei cantieri nella città dell’Aquila e nei comuni del Cratere è imperativo che la classe dirigente aquilana e regionale si doti di uno strumento finora purtroppo sottoutilizzato: la pianificazione. Lo avevamo chiesto attraverso l’ordine del giorno presentato nell’ultimo consiglio comunale, continuiamo a chiederlo a gran voce oggi.

Dal 4 maggio infatti inizieranno ad allentarsi le maglie del lockdwon, cosa che comporterà la riapertura di tutta una serie di attività economiche e produttive, in particolare la riapertura dei lavori nei cantieri.Si stima che tale riapertura coinvolgerà circa 3 mila fra operai e tecnici della ricostruzione, molti dei quali torneranno in città e nel cratere dal resto della regione e da tutta Italia.Dinanzi un tale fenomeno è fondamentale che il territorio non si faccia trovare impreparato, attrezzandosi immediatamente su due fondamentali livelli, per i quali avanziamo due proposte.

La Asl 1 è attualmente la sola a non avere ancora attivato un laboratorio sul territorio per analisi ed elaborazione dei tamponi. Per bocca del manager Testa e del Presidente della Regione Marsilio abbiamo appreso nell’ultimo consiglio comunale convocato sul tema dell’emergenza covid19 che non appena il laboratorio analisi sarà a regime (senza aver specificato in quali tempi) si potranno processare fino a 40 tamponi al giorno. Una cifra del tutto inadeguata se si pensa che nella vicina Pescara la Asl Provinciale si è attrezzata per l’acquisto di un macchinario in grado di processarne quotidianamente invece fino a 2mila 400.

La nostra prima proposta è dunque che la Asl 1 si attrezzi immediatamente per l’acquisto del medesimo macchinario oggi in dotazione alla Asl pescarese. Non lo chiediamo per campanilismo, pensiamo infatti che tutte le 4 Asl abruzzesi debbano dotarsi di un simile strumento, ma sicuramente la riapertura dei cantieri della ricostruzione e l’ingente numero di risorse umane che di conseguenza insisterà sul nostro territorio costituiscono un’assoluta specificità per la nostra città nel panorama regionale ai fini del contenimento del rischio di una seconda pesante ondata di contagi. Risulta quindi evidente la necessità anche nella nostra provincia di poter analizzare migliaia e non decine di tamponi al giorno, onde evitare spiacevoli discussioni circa criteri di priorità che possano escludere una parte di popolazione dal poter essere analizzata.

Si attrezzino subito Comune e Regione a prevedere speciali forme di prevenzione, quali ad esempio il reperimento e la distribuzione di DPI in numeri superiori a quelli finora previsti, il mantenimento delle distanze di sicurezza nei luoghi di lavoro, in particolare nei cantieri, la circolazione di controlli che possano garantire il rispetto delle disposizioni. Misure che, aumentando inevitabilmente i costi per le imprese, andranno compensate attraverso un adeguamento del prezzario.

A tal fine, annunciamo che intraprenderemo tutte le azioni istituzionali e politiche necessarie affinchè il territorio possa vedere risposte concrete e in tempi brevi, e che saremo intransigenti. Non c’è tempo da perdere oltre quello già sprecato finora.


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