Coronavirus, Pd Arischia: “Frazione di nuovo Abbandonata, anche quando è rappresentata in Giunta”

di Redazione | 15 Aprile 2020, @11:04 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – “Come recita il cartello affisso sulla porta chiusa dell’ingresso all’ufficio postale di Arischia è ancora chiuso e dal 3 marzo ad oggi nessuna notizia utile alla popolazione riguardo la riapertura se non un laconico ‘ci scusiamo per il disagio’. Arischia è una di quelle frazioni del comune dell’Aquila che sono considerate in qualche modo di ‘confine’ data la sua distanza dal centro della città e in quanto naturale presidio antropizzato nell’entroterra montano abruzzese; il presente ma soprattutto il futuro di questi luoghi vive e sopravvive grazie a ‘piccoli’ ma essenziali servizi per la comunità che li abita. Una comunità ha bisogno di una piazza, una chiesa, una scuola, un presidio medico, farmacia, un luogo dove fare sport e dei servizi basilari come alimentari, bar e soprattutto con un’età media assai alta, di un ufficio postale periferico”.

È quanto si legge in una nota del segretario Pd del circolo Arischia Loreto Colageo.

“Come se non bastasse tutto viene condito da una pesante incertezza anche sulla durata del disagio tanto che l’unico cartello ‘recente” reca la data del 3 marzo come chiusura senza ulteriori spiegazioni o altri riferimenti’ – scrive nella nota – . Ma se parliamo di ‘istruzioni’ arriva il secondo assurdo perché un altro cartello segnala come ‘uffici più vicini’ (quindi con un sottinteso che passa come ‘consiglio’) sia l’ufficio di Pizzoli, a pochi chilometri e solitamente poco affollato, sia la sede centrale di Centi Colella che, invece, si trova a oltre 15 km e di solito assai frequentato; ma Pizzoli è un comune differente da quello dei residenti arischiesi e per Decreto non si potrebbe andare! Per i motivi indicati sopra (minore distanza e numero di persone che si prevede si trovino), è lecito immaginare che invece molti compaesani preferiscano andare proprio nell’ufficio postale ‘più vicino’ creando non pochi imbarazzi nel caso di fermo e controllo da parte delle forze dell’ordine”.

“Quindi ricapitolando: un servizio essenziale per una popolazione (ancor di più se mediamente anziana) è chiuso da più di un mese fino a data da destinarsi, si ‘consiglia’ (e avrebbe la sua logica schiacciante) di andare in un ufficio che si trova in altro comune, e quindi contravvenendo al Decreto, e nessuno al momento pare avere uno straccio di soluzione – prosegue Colageo -. Probamente ci troviamo ‘solo’ in un classico caso di mancanza di coordinamento (per alleviare un minimo il disagio, in attesa della necessaria e fortemente auspicata riapertura, si potrebbe formalizzare una “deroga” per usufruire dell’ufficio postale di Pizzoli senza rischiare di incorre in una sanzione per aver valicato il territorio di un altro comune? Forse!) ma chi e come dovrebbe coordinare? Un Coc? Non è stato istituito!”.

“E allora sarebbe proprio il caso di affrontare questi e altri “piccoli” problemi in un Consiglio comunale! Il luogo dove si presentano, affrontano e risolvono problemi e questioni per mezzo dei rappresentanti scelti dalla gente per portare la propria voce nelle sedi preposte.Come Pd Arischia chiediamo di dare dignità e attenzione al nostro territorio e ai bisogni e dei nostri concittadini”, conclude.


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