Coronavirus: parla aquilana in Lombardia, “La paura c’è ma le imprese non si fermano”

di Redazione | 08 Marzo 2020, @07:03 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – “La paura tra i cittadini c’è ma, nonostante molte attività siano chiuse, le imprese continuano a lavorare ogni giorno e lo fanno anzi con un occhio di riguardo in più per la salute e il benessere sia dei clienti che dei propri dipendenti”.
 
È quanto racconta in merito alla situazione Coronavirus in nord Italia Valeria Manilla, aquilana trapiantata a in Lombardia, che vive a qualche chilometro dai focolai di Covid-19, lavorando per una delle tante imprese attive nel lodigiano.  
 
Trasparenza e lealtà. Queste secondo Valeria le parole d’ordine che contraddistinguono l’operato di tutte quelle aziende del settentrione che sono situate nelle aree limitrofe alla cosiddetta “zona rossa”, nonostante la psicosi da contagio dilagante e una malattia che, nella realtà, miete più vittime immaginarie che reali.
 
Ed è proprio da come queste aziende comunicano, che si riesce meglio a comprendere come stia reagendo il mondo imprenditoriale per far fronte a una situazione nuova e, per certi versi, surreale anche dal punto di vista professionale.
 
Una situazione in continuo divenire. Soprattutto in quelle aree dove ci si deve impegnare ogni giorno di più per salvare il proprio business e i posti di lavoro e dove, tra chi si dà allo smart working, chi continua a produrre e non potrebbe e chi ha deciso invece di continuare come prima, tutti si trovano d’accordo su una cosa: che la paura fa più danni del virus in sé e, proprio per questo, non ci si può e non ci si deve fermare.
 
“Nonostante quello che traspare dai media – racconta a L’Aquila Blog la giovane -, la maggior parte delle imprese situate nel lodigiano, non si è lasciata intimorire dal contagio, ma ha anzi stretto i denti e lavorato con consapevolezza ed approcciato al problema con estrema trasparenza nei confronti dei lavoratori e dei clienti italiani e stranieri”.
 
Un approccio consapevole e volto a, mettere le proprie competenze a disposizione di tutti, soprattutto in un momento fatto di chiacchiere, impressioni, reazioni emotive e parole che, pur contagiando psicologicamente un numero di persone sempre più elevato rispetto a quello toccato dal virus biologico, colpiscono ma non riescono ad abbattere il “Made in Italy” dei comparti lodigiani.
 
“Stiamo comunque parlando di un’area con alle spalle una storia e un’esperienza tali da riuscire fronteggiare anche la situazione di emergenza che stiamo vivendo – conclude Valeria -. In generale, nei posti di lavoro si riesce a respirare aria di tranquillità, nonostante la paura, le strade deserte e la chiusura di moltissime attività. Bisogna cercare di affrontare il problema con positività e, rimanere operativi in sede piuttosto che chiudere i battenti o attuare misure straordinarie di lavoro flessibile o smart working, può essere di grande aiuto sia per i dipendenti che per i clienti delle aziende”. 

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