Coronavirus, Paolucci: “Regione ascolti l’ordine degli infermieri e garantisca i medici neolaureati”

di Redazione | 21 Marzo 2020, @04:03 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – “Per contenere il dilagare del virus ed evitare che gli ospedali vengano travolti occorre, oltre alle misure di distanziamento sociale, investire rapidamente anche sul territorio fornendo adeguata assistenziale territoriale”.

Così il capogruppo Pd in Consiglio Regionale Silvio Paolucci in una nota.

“In base ai dati del ministero della salute in Veneto viene ricoverato il 26 per cento dei casi infetti, in Emilia-Romagna il 47 per cento, mentre in Lombardia il 75 per cento – scrive Paolucci nella nota -. Allo stesso tempo, l’assistenza domiciliare in Lombardia arriva al 14,5 per cento contro il 65 per cento del Veneto e il 46 per cento in Emilia-Romagna. Investire in telemedicina, assistenza domiciliare, sulle attrezzature per i nostri studi di medicina e sui nostri operatori sanitari è decisivo, per fronteggiare al meglio il picco, considerando le previsioni di oggi”.

“Infermieri, medici e gli altri operatori sanitari sono la nostra risorsa più grande nella lotta contro il covid-19, la Regione ascolti l’Ordine degli Infermieri – incalza l’ex assessore alla Sanità sulla questione degli arruolamenti – La Regione dia inoltre adeguata protezione ai nostri giovani medici che rischiano di non avere coperture circa la responsabilità civile-professionale e sulle coperture in caso di malattia”.

Si tratta una questione sollevata con forza dalle parti sociali e rimbalzata proprio dal fronte su cui ogni giorno migliaia di uomini e donne lavorano costantemente durante l’emergenza Covid-19.

“Possono essere la forza della nostra sanità regionale durante la pandemia – esorta Paolucci – La Regione Abruzzo deve avere il coraggio di investire su questa realtà, come sta accadendo in altre regioni. Si assuma, ma con il coraggio di investire in modo adeguato su queste figure, producendo una scelta chiara, trasparente, responsabile e soprattutto tempestiva, perché il sistema si sta saturando. Non è pensabile di creare un ricambio a chi da settimane fa fronte al contagio con un personale che rischia di essere demotivato in partenza. La Regione ascolti i sindacati, concerti con loro le soluzioni, è l’unico modo per decidere oculatamente, raccogliendo le istanze di chi oggi e, forse, ancora per molto sarà il fronte più esposto. E ribadisco: fornisca a chi opera dispositivi in abbondanza per tutelarlo e tutelare”.


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