Coronavirus, nuovi posti letto al San Salvatore per sintomatici

di Redazione | 29 Marzo 2020, @04:03 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – 38 nuovi posti letto sono stati allestiti all’ospedale dell’Aquila per i pazienti positivi al Covid-19 che sono sintomatici ma non hanno bisogno di terapia intensiva e semi intensiva.

Si tratta di “una nuova dotazione che va a sommarsi ai posti letto del G8 e del reparto di Malattie Infettive”, spiega in una nota l’assessore regionale Guido Liris.

“Con il prof. Grassi e la dott.ssa Cicogna ho condiviso riflessioni e prospettive – aggiunge – . Grazie per quanto instancabilmente state facendo!”.

A regime, la nuova struttura che oltre alla specializzazione di medicina dispone di quella di pneumologia, dovrebbe arrivare a 80 posti letto.

La Asl provinciale dell’Aquila ha recepito le indicazioni dell’Unità di crisi regionale ed ha proceduto a tempo di record ad ampliare la dotazione per contrastare il probabile picco di contagi che potrebbe riguardare anche l’Abruzzo.

I nuovi posti si aggiungono ai 20 di Malattie infettive, dove ne sono disponibili anche 2 di terapia intensiva, e agli attuali 14 di terapia intensiva del cosiddetto G8, il piccolo ospedale limitrofo al San Salvatore realizzato dopo il terremoto per l’evento mondiale che si è svolto all’Aquila, riaperto come covid-hospital proprio per la emergenza.

Nelle prossime settimane, come annunciato dal sindaco dell’Aquila, Pierluigi Biondi, verrà ultimata e aperta anche la palazzina del Delta medico, ristrutturata dopo il terremoto, che ha una dotazione di 135 posti letto. Comunque, le tre strutture attualmente in funzione sono vicine tra di loro in seguito alla pianificazione attuata sotto la regia del capo Dipartimento di medicina della Asl, dottoressa Sabrina Cicogna, primario del reparto di cardiologia, che si è posta l’obiettivo di tenere isolato e lontano da rischi di contagio, il nucleo centrale del San Salvatore, per evitare quanto accaduto purtroppo negli ospedali Pescara, Penne e Teramo.

Dei 38 posti, 12 sono di medicina e sono sotto la responsabilità del professor Davide Grassi, associato di Medicina interna dell’università dell’Aquila e 26 di pneumologia gestiti dal primario di pneumolgia, Alfeo Fioredonati. Gli spazi sono stati ricavati sgombrando i locali della libera professione, chiusa dopo l’emergenza, e la neurologia che è stata trasferita.


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