Coronavirus, l’Altopiano delle Rocche si riempie di romani ed è polemica

di Redazione | 08 Marzo 2020, @12:03 | ATTUALITA'
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ROCCA DI CAMBIO – Pienone sull’Altopiano delle Rocche come non si vedeva da tempo, visto che anche la sfortunatissima stagione invernale ha fatto registrato un flop di presenze.

In questi giorni, invece, a causa dell’emergenza Coronavirus, il comprensorio si è riempito, soprattutto di famiglie provenienti da Roma.

Un fenomeno che sta creando non poca insofferenza da parte dei residenti e persino degli operatori, come ad esempio i ristoratori che si ritrovano a dover gestire il sovraffollamento dei propri locali.

Se a Milano ha scatenato grandi polemiche l’improvviso esodo nella notte dopo le anticipazioni sulla nuova ordinanza del presidente del Consiglio, dunque, episodi di spostamenti massicci di persone si registrano un po’ dappertutto e anche, appunto, verso alcune aree dell’Abruzzo.

“Follia pura”, ha scritto sui social il virologo Roberto Burioni, commentando video e foto della stazione Garibaldi di Milano piena di gente in fuga dalla Lombardia, blindata dalle nuove restrizioni insieme ad altri territori del nord.

“Si lascia filtrare la bozza di un decreto severissimo che manda nel panico la gente che prova a scappare dalla ipotetica zona rossa, portando con sè il contagio. Alla fine l’unico effetto è quello di aiutare il virus a diffondersi. Non ho parole”.

Alcuni hanno replicato alla notizia della fuga in massa da Milano diffusa sui social postando invece l’immagine della stazione centrale deserta già alle 23,20, mentre altri hanno chiesto di fermare l’Ic partito da Torino porta Nuova, subito ribattezzato “Cassandra Crossing”.

Su un frequentatissimo gruppo Facebook dedicato proprio all’Altopiano delle Rocche, c’è chi ha esortato gli esercenti a “regimentare l’afflusso della clientela per quanto possibile, alternare i tavoli occupati nei ristoranti, non sottovalutare la possibilità di proteggersi con almeno guanti e mascherina come già qualcuno sta facendo e limitare al massimo il contatto con il pubblico”.

“Sa di beffa e può sembrare persino scortese doversi limitare proprio ora che c’è gente, vista la nostra naturale inclinazione all’accoglienza e dopo una stagione tanto magra, ma abbiamo tutti il dovere di rallentare il contagio”. (m.sig.)


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