Coronavirus: in aumento crimini informatici come pishing e truffe

di Redazione | 03 Aprile 2020, @09:04 | TECNOLOGIA E INNOVAZIONE
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La lotta al coronavirus è resa sempre più difficili e anche dal susseguirsi di crimini informatici. È l’Europol a lanciare l’allarme: i cybercriminali hanno trovato nuovi ampi margini d’azione e nuove fragilità da colpire, alzando di molto la propria attività e creando pertanto un maggior pericolo diffuso a livello mondiale.

Esempi di cybercrime si sono vissuti ad esempio nel mondo ospedaliero negli ultimi giorni, dove si è approfittato della fretta (che spesso hanno portato gli operatori ad agire con minor attenzione, aprendo mail di dubbia origine e gestendo password con minor cura) per trovare una breccia e causare malaugurati blocchi nei sistemi informatici della sanità. Queste azioni criminali sono irresponsabili e causano danni non solo alle aziende ospedaliere ma anche alla collettività.

Aumentano anche le mail di pishing, le truffe e il commercio di merce contraffatta con l’Europol che segnala ad esempio un ordine da 6,6 milioni di dollari in mascherine FFP3 e gel disinfettante mai arrivati a destinazione (caso successo ad una azienda con sede a Singapore).

L’ultima truffa in ordine di tempo è il Coronavirus Finder che si basa sul malware Ginp e che indirizza l’utente verso una pagina web che mostra i malati di coronavirus nelle vicinanze spingendo a pagare 0,75€ per avere la posizione esatta. I criminali avranno così accesso ai dati della carta di credito usata per il pagamento.

La notizia positiva è che è stata organizzata una task force di 400 esperti in cyber security per contribuire a combattere la criminalità informatica.


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