Coronavirus, il soccorso alpino della Finanza ferma anche gli addestramenti

di Redazione | 24 Marzo 2020, @08:03 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – Con le restrizioni che vietano, tra le altre cose, anche le escursioni in montagna, si ferma l’attività, persino addestrativa, del Soccorso alpino della Guardia di finanza.

Il corpo, come altri in prima linea nell’emergenza post-terremoto del 2009 e composto da coraggiosi uomini spesso considerati eroi, sembra inerme davanti alla diffusione del coronavirus, come traspare dalle parole del maresciallo capo Paolo Passalacqua, che guida i 15 finanzieri della stazione dell’Aquila: “Non ho cognizione del problema, forse ce l’hanno solo i medici, l’unica cosa che viene ripetuta è quella di adottare comportamenti che non veicolino il contagio e allora dobbiamo solo attenerci a questo”.

Fortunatamente in quota – che per le fiamme gialle del Sagf è come una seconda casa – non si sono registrati problemi e nessun escursionista sembra aver trasgredito le norme imposte dal governo, almeno dopo pochi e isolati episodi nei primi giorni.

“Abbiamo sospeso le nostre attività per rispetto per tutti – dice Passalacqua a L’Aquila Blog– . Non ci sono arrivate segnalazioni, abbiamo effettuato dei controlli nei giorni precedenti, ritengo che tutti abbiano capito la difficoltà del momento dando ciascuno il proprio contributo”.

Sospese, dunque, anche le attività di addestramento per la stazione dell’Aquila, che ha competenze sull’intero comprensorio, dal Gran Sasso al Sirente-Velino, così come per quella di Roccaraso, alla quale è demandata attività nel comprensorio dell’Alto Sangro e sul massiccio della Majella.  

“La montagna non si muove”, fa osservare il maresciallo capo, “aspettiamo che passi questo momento critico e poi ‘torneremo a volare’, com’è in voga dire all’Aquila, stiamo interpretando così questo momento”. (m.sig.)


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