Coronavirus, i cantieri non si fermano ma moltiplicano il rischio contagio

di Mariangela Speranza | 11 Marzo 2020 @ 13:02 | ATTUALITA'
opere pubbliche
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L’AQUILA – C’è un settore che dall’emergenza Coronavirus sembra esente e continua nella sua regolare attività, dimenticato anche dall’ultimo decreto che ha esteso all’intero paese le restrizioni inizialmente contenute ad alcune aree del nord Italia.

È quello dell’edilizia, che all’Aquila ha dimensioni particolarmente rilevanti per l’alto numero di cantieri post-terremoto, costretti ad andare avanti nonostante le difficoltà rappresentate anche dal fatto, ad esempio, che nei casi in cui c’è la supervisione della Soprintendenza è impossibile proseguire alcune lavorazioni, visto che per i dipendenti pubblici è stato attivato lo smart working.

La questione è stata posta anche al sindaco, Pierluigi Biondi, che durante una conferenza stampa virtuale, in diretta Facebook, ha spiegato come “l’accordo con la prefettura è che i sindaci non emettano ordinanze più restrittive di quelle nazionali, perché c’è un rischio di illegittimità”.

Allo stesso tempo, il sindaco ha annunciato che “sto preparando una lettera al presidente dell’Ance in cui riporto le preoccupazioni che arrivano dalla cittadinanza e chiedo di verificare se ci sono imprese che senza creare problemi ai lavoratori e all’economia delle imprese stesse, possano sospendere le proprie attività”.

Molte imprese, intanto, hanno predisposto l’utilizzo di dispositivi di protezione, come tute, guanti e mascherini, per i propri operai. Ma la misura può non essere sufficiente e complica il lavoro nei cantieri. Senza contare che lo spostamento delle maestranze, in molti casi, avviene attraverso pulmini aziendali nei quali è difficile, se non impossibile, mantenere le distanze di sicurezza.

In una nota interviene la stessa associazione dei costruttori: “Ance L’Aquila in questi giorni sta intensificando le comunicazioni con le imprese per monitorare la situazione in coordinamento con le strutture associative nazionali che si raffrontano direttamente con gli organi governativi. Una catena di comando a cui spetta ogni decisione e a cui l’associazione provinciale si adegua in tempi strettissimi”.

“Anche i cantieri si sono conformati alle prescrizioni aggiornate, dettate dai protocolli delle autorità preposte – dice il presidente Adolfo Cicchetti – il distanziamento sociale, le speciali norme igieniche, la limitazione degli spostamenti solo per casi assolutamente necessari alla prosecuzione del lavoro quotidiano e tutte le misure volte a portare a termine senza ulteriori ritardi la ricostruzione”.

“Registriamo, tuttavia, situazioni di rallentamenti nei cantieri e ovvie difficoltà che vengono affrontate con piena coscienza da parte di tutti gli operatori che si stanno prudenzialmente tenendo in contatto con Ance L’Aquila per ogni aggiornamento delle disposizioni di sicurezza. Rispettiamo rigidamente le regole per l’incolumità delle maestranze, degli imprenditori, delle loro famiglie e di tutta la comunità”.

“È certamente una prova di civiltà quella a cui siamo chiamati, e risponderemo con responsabilità anche alla necessità di misure più drastiche, compresa l’interruzione delle attività, che non ci vede assolutamente contrari, posto che si tenga in piena considerazione anche il problema delle conseguenze che si avranno su chi lavora in edilizia”, prosegue il presidente dell’Ance.

“Le piccole imprese, ma non solo, non saranno in grado di ammortizzare il danno economico di un fermo improvviso e totale dei cantieri della ricostruzione senza adeguate misure di sostituzione del mancato reddito, oltre alla copertura degli adempimenti fiscali e contributivi”.

“Ci preme dunque suggerire una particolare prudenza verso queste categorie ma soprattutto verso gli operai e le loro famiglie le quali, in mancanza di un ammortizzatore sociale, dovrebbero affrontare il dramma di sacrificare una fonte irrinunciabile di sostentamento”, dice ancora Cicchetti.

“Auspichiamo – conclude il presidente di Ance L’Aquila – che qualunque provvedimento venga adottato, si usi una premura in più per le zone del cratere ed una maggiore ponderatezza, per comunità ed economie che già hanno conosciuto altre catastrofi e non hanno una forza di reazione pari ai territori più sani”. (m.sig.)


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