Coronavirus, Grimaldi: “Previsioni impossibili, facciano tutti sforzo per evitare diffusione”

di Redazione | 09 Marzo 2020 @ 21:25 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – “Le misure straordinarie vanno prorogate? Assolutamente sì, come si fa a mandare a scuola i ragazzi con questa crescita esponenziale?”.

Non usa mezzi termini Alessandro Grimaldi, direttore dell’unità operativa complessa di Malattie infettive dell’ospedale dell’Aquila, sull’emergenza Coronavirus.

“Immaginate le aule dell’università che sono frequentate da giovani che vengono da tutta italia, devi tenere insieme gente che magari è tornata dalla Lombardia, dall’Emilia Romagna”, fa osservare Grimaldi a L’Aquila Blog, “significherebbe aumentare un potenziale rischio, in questo momento bisogna stare a casa, se uno può, o se si sta in luoghi affollati cercare di stare a una certa distanza dalle altre persone e utilizzare i dispositivi di protezione individuale”.

Ma come si fa, se il virus è ancora così poco conosciuto dal mondo scientifico, a fare previsioni sull’arrivo del picco? “Quello che colpisce, al di là di una certa mortalità che colpisce soprattutto persone anziane – ragiona il professore – è la facilità con cui si propaga, la contagiosità, che è più elevata di un’influenza normale”.

“Non è un’influenza normale, questo ormai lo abbiamo capito”, aggiunge Grimaldi, “all’inizio pensavamo potesse essere simile ma non è così”.

“La situazione all’ospedale dell’Aquila? Il pre-triage esterno è operativo”, spiega il direttore, “ci sono molte segnalazioni di potenziali casi, molte da prendere in considerazione e altre magari infondate”.

Ma è possibile che, essendo stati registrati anche casi asintomatici, ci siano persone che l’abbiano contratto e non lo sapranno mai? “Certo, è possibile – dice Grimaldi – , è una patologia che si può manifestare in forma grave ma anche molto lieve”.

A proposito dei vaccini che si stanno sperimentando in giro per il mondo, l’infettivologo dice senza mezzi termini che “è ancora troppo presto, vanno sperimentati e occorre vagliarne la sicurezza e poi l’efficacia. Per fare questo normalmente ci vuole tempo, si tenterà di accelerare ma non è detto che ce se la faccia, in una situazione di emergenza sarebbe una bella cosa se si trovasse un vaccino. Ricordo che in passato l’aver trovato il vaccino per la poliomielite ha dato una svolta a quella malattia in modo clamoroso”.

Esclusa, in ogni caso, ogni possibilità di fare previsioni “perché – chiosa Grimaldi – non sappiamo quanto il virus si è diffuso tra la popolazione italiana, i dati sembrano evidenziare che si concentra solo in alcune regioni del nord, però ormai tutte le regioni sono colpite, circola su tutto il territorio nazionale, quindi fare previsioni in questo momento non è possibile. Dobbiamo solo essere tutti molto seri e fare uno sforzo per evitare di diffondere la malattia”.


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