Coronavirus: fuga dalla quarantena

In centinaia beccati in flagrante violazione delle misure restrittive imposte dal governo

di Redazione | 12 Marzo 2020 @ 16:27 | ATTUALITA'
Print Friendly and PDF

Dal 9 marzo gli italiani devono restare a casa, fatta eccezione per chi lavora o ha bisogno di uscire per necessità comprovate da una autocertificazione. E’ quanto stabilisce il decreto “Io resto a casa”, annunciato domenica 8 marzo dal premier Conte, per contenere il numero dei contagi e rallentare la diffusione dell’epidemia Covid-19, ormai diffusa in ogni regione del Paese. 

Ma è davvero così? Gli italiani restano a casa? Le città e le strade appaiono deserte, ma c’è sempre qualcuno che pensa di fare il furbetto e viene beccato in violazione delle restrizioni. In ogni caso chi viola le regole del Dpcm va incontro a pesanti sanzioni e può rischiare persino il carcere. 

Nel frattempo dal capo della polizia Franco Gabrielli arriva un appello al personale delle forze di polizia, delle forze armate e delle polizie municipali che è chiamato a verificare che gli italiani rispettino le disposizioni del governo a farlo “con rigore ma anche con profonda umanità” perché “più che colpire dobbiamo far comprendere” ai cittadini la necessità di “rarefare i contatti”. 

QUI ABRUZZO – Una guida alpina è stato fermata e denunciata dagli agenti forestali della stazione di Pietracamela, sul versante teramano del Gran Sasso, insieme a due clienti che stava guidando per un’escursione in alta quota. I Carabinieri di Notaresco (Teramo) hanno fermato e denunciato tre ciclisti in transito da Bellante senza alcuna valida giustificazione. A Basciano (Teramo) i militari hanno identificato e denunciato sette persone, quasi tutte teramane, che si erano recate in quel Comune a fare compere.

QUI ROMA – E’ di sette persone arrestate e 43 denunciate il bilancio dei controlli dei Carabinieri effettuati a Roma e provincia per la verifica del rispetto delle misure urgenti decise dai vari decreti per il contenimento della diffusione del coronavirus. I sette, tutti di origine straniera tra i 36 e i 69 anni, sono stati arrestati in zona Eur, vicino alla Metro B, dove i carabinieri li hanno sorpresi mentre giocavano a carte seduti sulle panche e intorno ad un tavolino. Il gruppetto, dopo aver tentato invano di allontanarsi per sfuggire ai militari, è stato fermato per il controllo. Ognuno di loro ha sottoscritto la dichiarazione personale di autocertificazione, attestando falsamente di trovarsi fuori casa per comprovate esigenze lavorative. Ma dopo le verifiche sono stati arrestati per falsa dichiarazione a un pubblico ufficiale L’arresto è stato convalidato e i sette sono stati poi posti in libertà con “convalida a piede libero”, su disposizione dell’autorità giudiziaria. A Roma, tra i 43 denunciati ci sono anche alcune giovani coppie che viaggiavano in auto senza fornire validi motivi di necessità, così come previsto dal Dpcm. Altre persone sono state denunciate tra i quartieri di Centocelle, Cinecittà, Tor Pignattara e in provincia.

QUI MILANO – Nel corso dei controlli effettuati dai carabinieri negli 83 comuni della provincia di Milano sono state denunciate 37 persone per inosservanza delle direttive governative relative al divieto di circolare senza una valido motivo. Ieri, durante gli accertamenti per l’emergenza Covid-19, i militari hanno controllato 1.089 persone e 225 di queste avevano con sé l’autocertificazione. Sono state inoltre fornite per la compilazione 805 moduli. I 37 sorpresi in giro senza una motivazione valida sono stati denunciati per l’articolo 650 del Codice Penale, che prevede una pena fino a 3 mesi di reclusione o un’ammenda di 206 euro. A Malnate (Varese), un operaio di 35 anni è stato beccato mentre tornava da una festa, facendo scattare i controlli su tutti i partecipanti con le conseguenti denunce. 

QUI TORINO – Un trentatreenne di Torino, fermato dalla polizia, si è giustificato spiegando di essere in cerca di una prostituta, mentre un altro uomo è stato trovato dentro la sua auto con una sex worker a Busto Arsizio. 

QUI RIMINI – A Rimini sono stati denunciati in sei, tra i 26 e i 42 anni, sorpresi sul lungomare Tintori mentre erano intenti a giocare a beach volley. Nel Reggiano sono 11 le persone denunciate, in due giorni di controlli. Ieri i carabinieri hanno sorpreso sulle strade 5 persone senza motivi validi. Tra questi un 50enne che è stato trovato con superalcolici rubati in un supermercato e un 40enne di Gualtieri trovato al volante dopo aver fatto uso di droga. “Devo andare a vedere i lavori edili di fare domani”, ha provato a giustificarsi. Nei guai anche due giovani di Correggio, un 28enne e un 33enne, entrambi pregiudicati che hanno riferito di essere usciti a comprare le sigarette. Infine un 31enne di Gattatico, in val d’Enza, una volta fermato non ha saputo fornire alcuna motivazione. A Ferrara i controlli hanno riguardato un 50enne titolare di una pizzeria di Comacchio, che non ha chiuso entro le 18. La scorsa notte è stato denunciato anche un pachistano in auto, fuori dal proprio comune di residenza, senza un giustificato motivo, così come altre tre persone fermate a Argenta.

QUI BOLOGNA – Una decina fra ragazzi e uomini sorpresi a giocare a basket nei giardini Graziella Fava di via Milazzo, a Bologna; cinque pensionati impegnati in una partita a carte in un bar di Castenaso. Sono fra le persone, in totale una quarantina, denunciate per inosservanza dei provvedimento dell’autorità ieri dai Carabinieri del Comando Provinciale di Bologna, impegnati per verificare il rispetto, da parte dei cittadini, delle misure di contenimento e gestione dell’emergenza Coronavirus. L’Arma spiega che sono migliaia le persone identificate, quasi 300 gli esercizi pubblici controllati e centinaia i veicoli ispezionati. I dieci che giocavano a basket erano italiani e stranieri, età compresa fra i 19 e i 44 anni. Nel bar di Castenaso le persone denunciate sono state otto: tutti italiani e incensurati, età compresa tra i 36 e i 77 anni. Tra loro: i due responsabili del locale, una barista e i 5 pensionati che stavano giocando a scopone scientifico seduti ai tavolini. Tra i denunciati ci sono inoltre una prostituta, una donna trovata alla guida di un camper e altre persone che non avevano un giustificato motivo per spostarsi.

QUI TREVISO – Anche a Treviso scatta la prima denuncia penale e prevista chiusura di un bar che stava servendo caffè nonostante le disposizioni del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri. I vigili, in borghese, sono entrati nell’esercizio pubblico, che vende anche tabacchi, situato fra il centro e la stazione dei treni, ed hanno sorpreso il gestore a somministrare bevande. 

QUI SICILIA – Un inserviente dell’ospedale di Sciacca (Ag), in quarantena perché positivo a virus, faceva tranquillamente la spesa al supermercato: adesso è indagato per concorso in epidemia colposo, reato punito con il carcere sino a 12 anni. La stessa scena si è ripetuta a Capaci (Pa). In seguito alla scoperta del primo caso, una donna tornata da Bergamo, il 25 febbraio molte persone sono finite in quarantena e una di queste è stata beccata a passeggiare in piazza. Segnalata alle autorità è a rischio denuncia.  Sempre in Sicilia, a Porto Empedocle, 48 persone sono state denunciate dai carabinieri per aver partecipato ad un corteo funebre.  Ad avvertire i militari alcuni passanti. 


Print Friendly and PDF

TAGS