Coronavirus, epidemiologo: Abruzzo a doppia velocità ma moderato ottimismo

di Redazione | 24 Aprile 2020, @07:04 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – “L’Abruzzo dal punto di vista del comportamento epidemico del Covid-19 è come se fossero due regioni separate, fare un discorso univoco per l’intera regione in questo momento è impossibile”.

Lo ha detto Marco Valenti, ordinario di metodologia epidemiologica del Dipartimento di Scienze cliniche applicate e biotecnologie (Discab) dell’Università dell’Aquila, durante un punto sull’epidemia in Abruzzo in diretta sulla pagina Facebook Abruzzo Regione Aperta intervistato da Fabio Sciarra dell’ufficio stampa della Regione.

“Il numero dei casi è abbastanza importante ma non tale da determinare un allarme generale”, ha chiarito.

“L’Abruzzo – ha aggiunto Valenti – si colloca tra le regioni in cui c’è un incremento percentuale dei casi nell’arco dell’ultima settimana abbastanza significativo, collocandosi ad una prevalenza media molto vicina a quella italiana ma negli ultimi 10 giorni ha avuto un incremento percentuale di nuovi casi abbastanza superiore alla media nazionale. Questo dato va però interpretato alla luce delle differenze territoriali che ci sono in Abruzzo, che sono molto importanti perché c’è una discrepanza netta di comportamento tra la diffusione del virus nelle province di L’Aquila e Teramo e in quelle di Chieti e Pescara”.

“La provincia dell’Aquila ha 75 casi per 100mila abitanti e un incremento percentuale nell’arco degli ultimi 10 giorni nettamente inferiore al 5%, Teramo ha circa 200 casi per 100mila abitanti però l’incremento è relativamente basso nell’ultima settimana – ha fatto osservare il prof – Pescara ha tra i 350 e i 400 casi per 100mila abitanti e Chieti tra i 150 e i 200 ma con un incremento percentuale particolarmente elevato, intorno al 30 per cento”.

“L’Aquila possiamo dire che è in una zona fredda, Teramo di raffreddamento generale, Pescara è nella zona calda e Chieti in una situazione di incremento sostanziale”, ha proseguito Valenti, “l’Abruzzo ha una situazione degna di essere attenzionata”.

“Per azzeramento”, ha spiegato infine Valenti, “si intende che non vi sono nuovi casi giornalieri di malattia di nuova diagnosi, che questo avvenga il 7 maggio fa parte delle ipotesi, tenderei ad essere più prudente. Ci sarà un momento in cui avremo un sostanziale abbassamento dell’incidenza del numero dei nuovi casi del Covid-19 per unità territoriale e quello sarà il momento in cui potremo iniziare a fare i conti su quello che è stato questa epidemia”. (m.sig.)


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