Coronavirus e spesa a domicilio: volontariato bloccato dai decreti

Le associazioni attendono chiarimenti dalle istituzioni

di Redazione | 14 Marzo 2020, @07:03 | ATTUALITA'
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L’AQUILA – In prima linea, sempre e comunque. Perché ciò che anima il volontario è l’attenzione al prossimo e a chi ha bisogno di aiuto. E allora, in un momento in cui la tua associazione è ferma e non può fare nulla perché il settore di cui si occupa normalmente è bloccato dalle direttive nazionali, ti rendi disponibile a dare una mano in altri ambiti. Finché le sempre più stringenti norme anti coronavirus te lo permettono.
 
Sono tante le associazioni dell’aquilano che, in un modo o nell’altro, nelle ultime settimane si sono organizzate per far fronte all’emergenza ma che, alla luce dei più recenti decreti anti coronavirus firmati dal premier Giuseppe Conte, hanno dovuto apportare modifiche ai sistemi pensati inizialmente o stanno ancora attendendo le direttive da parte dei comuni di appartenenza. Anche perché nessuno di questi decreti fa riferimento diretto a quelle forme di volontariato spontanee che dovrebbero occuparsi di fare la spesa o acquistare i farmaci per gli anziani, invitati a stare in casa proprio perché più a rischio degli altri.
 
Il pensiero comune però è lo stesso per tutti: cercare per quanto possibile di aiutare chi più ne ha bisogno e scongiurare, attraverso il proprio operato, il pericolo di contagio nei centri abitati.
 
Da Azimut L’Aquila, fanno per esempio sapere che dall’inizio, sono state “una trentina le persone che, nel capoluogo, si sono rivolte all’associazione ma che, a partire dalla serata in cui il premier Conte ha annunciato, i contatti sono stati tutti girati alla Croce rossa, l’unico ente incaricato dal Comune e dalla Protezione civile anche per il ‘Pronto farmaco’” .
 
“Al momento – spiegano -, non facciamo altro che da cuscinetto per la tutela sia di noi stessi che per quella degli anziani e continuiamo ad occuparci di altre attività che non implichino per forza di cose il contatto diretto con le persone”.
 
Tra queste, anche la raccolta fondi messa in piedi dall’associazione per sostenere l’ospedale San Salvatore dell’Aquila nella battaglia contro il Coronavirus.
 
Lo stesso accade a San Demetrio ne’ Vestini (L’Aquila), dove una decina di giovani residenti si sono organizzati per la consegna di farmaci e spesa presso le abitazioni delle persone che hanno più di 65 anni o con patologie, ma che al momento stanno ancora attendendo le direttive del Comune per potersi attivare.
 
“Abbiamo già ricevuto alcune chiamate – spiega a L’Aquila Blog il fautore del progetto Andrea Traficante – ma abbiamo spiegato a tutti la situazione, con la speranza di poter partire il prima possibile”.
 
Diversa invece la situazione in quei comuni in cui il servizio di consegna di beni alimentari e medicinali essenziali è stato organizzato direttamente dalle amministrazioni comunali. Tra queste, quella di Rocca di Mezzo (L’Aquila) che, in collaborazione con le associazioni del territorio ha attivato un servizio simile per andare incontro alle esigenze “delle persone in quarantena, degli anziani e di tutti coloro che hanno particolari patologie, per le quali è sconsigliato uscire”.
 
Intanto, a partire dalla giornata del 12 marzo, anche il Comune di Poggio Picenze ha iniziato a promuovere alcuni servizi a domicilio, in collaborazione con la Protezione civile locale, attivando una linea telefonica dedicata alla gestione dell’emergenza. Per info e richieste, basta contattare il numero: 331-2198927
 

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